Gentile lettore, prima di proseguire, leggi per favore questa importante precisazione

Quante volte avete iniziato una dieta che vi ha portato dapprima a un discreto successo salvo poi farvi naufragare in un misero fallimento? Credo in molti, mi ci metto anche io. E’ un argomento di cui non si parla mai volentieri vero? Comprensibile, comune, ma profondamente sbagliato. Dedicherò questo post a spiegare la mia opinione sull’argomento.
Credo che i fallimenti nelle diete siano spesso visti da un’angolazione errata, a partire da presupposti discutibili. Sembra infatti che il sostenere un particolare regime alimentare sia SOLO un fatto di volontà e credibilità personale, ma non è così; del resto se ci pensate, anche il percorrere 200 kilometri in due ore è possibile, ma non è un mero fatto di pura volontà. Ciò che sosterrò in questo post è che il mantenimento di un qualsiasi regime alimentare per durare deve poggiare il meno possibile sulla volontà, e contare piuttosto su una costante disponibilità all’analisi e alla pianificazione.
Come ho già detto, l’obiettivo di questo blog non è perorare un particolare regime alimentare, ma promuovere il fatto che tu ne abbia uno, quale che sia, e che tu impari ad acculturarti nutrizionalmente in modo da fare scelte alimentari sempre più mirate e consapevoli. Il cibo ha le stesse proprietà di una medicina, e come tale va assunto con cautela e consapevolezza. Il cibo è anche però legato al piacere, quello del palato, a breve termine, e quello della salute, a lungo termine. Interessarsi di nutrizione significa anche ricercare il connubio, difficile ma possibile, tra gusto e salute.
Per trovare questo connubio ci vuole tempo e pazienza. Se pensi alla dieta come a 3 settimane di santità che precedano mesi di schifezze, perdi tempo qui. Quello che ti propongo qui è un regime alimentare stabile che ti accompagni potenzialmente per il resto della vita.
Una delle ragioni per cui non posso proporne uno in dettaglio, o pubblicizzare cosa funziona per me, è che dobbiamo guardare alla tua storia, biografica, clinica, esperienziale, che ti rende una pietra preziosa unica.
In questo processo che mira a ritagliarti un regime alimentare su misura, come un abito da sartoria, possono essere proprio i tuoi fallimenti a guidarci. Ti propongo un esercizio, che inizialmente farai controvoglia, ma. se mi concederai un po’ di fiducia, potrà esserti molto utile. Prendi carta e penna. Pensa alle tue ultime diete… perchè sono fallite? Ti faccio alcuni esempi:
*) Quella dieta inizialmente andò bene, ma era uno strazio, mangiavo sempre le stesse cose, e non mi piacevano nemmeno.
*) Poi ne feci un’altra, sembrava andar bene, ma quando ho provato a dire a mia suocera che avrei mangiato meno, quella ha fatto una scenata da Oscar e ha cominciato a comportarsi come se le avessero fatto un torto personale… allora ho ceduto.
*) Quella di settembre era perfetta, tutto ok, ma mi dava problemi di intestino,
*) A novembre provai di nuovo, e funzionava tutto bene, ma poi una cara amica mi prese in giro, inorridì al fatto che io assumessi quell’alimento… mi vergognai e smisi.

Questo potrebbe essere il diario di un po’ chiunque… vi ci riconoscete? Cosa apprendiamo da questi appunti, cosa consiglierei a qualcuno che condividesse con me cose come queste?

1) Anzitutto che non dovrebbe mangiare cose che non piacciano.
a) Lo specialista che vi ha visitato, vi avrà dato un ventaglio di possibilità, esploratele tutte.
b) Insisto spesso sul fatto che maturiate una vostra personale conoscenza degli alimenti, in modo da trovare sempre nuove possibilità all’interno dei binari che vi ha dato lo specialista.
2) Direi che se ha trovato un regime confortevole con qualche problema all’intestino, piuttosto che buttare via tutto suggerirei di continuare su quella strada, segnalando i problemi allo specialista, e risolvendoli man mano.
3) Direi di interpretare le critiche degli amici come indicazione che stiamo cogliendo nel segno. Come avrò modo di ribadire in un prossimo post, il tuo regime alimentare deve essere una cosa tra te, lo specialista e la bilancia.
4) Ogni regime alimentare, o, se preferite, la vita di ciascuno di noi ha le proprie situazioni limite, la suocera, gli amici, il pranzo in ufficio… Progettare una dieta significa anche studiare a tavolino quali siano le situazioni complicate per voi e predisporre una strategia adeguata. Su questo torneremo.

Nella mia idea, non si tratta di fare alcuna rivoluzione, ma di correggere il tiro man mano, perfezionandolo giorno dopo giorno, valutando i risultati, i guadagni e i fallimenti, senza per forza giudicarvi, ma assumendo l’atteggiamento di chi stia solo cercando una combinazione sempre migliore. Non cadete nella fallacia del tutto o niente. Scomponete la giornata, valutate dove sia stato per voi facile seguire il piano nutrizionale e dove invece abbiate avuto difficoltà.

Solo così un regime alimentare può durare, fino ad essere qualcosa di semplice e naturale per voi, perchè frutto della vostra stessa esperienza. Provate e fatemi sapere.

Prima di passare oltre ti ricordo di leggere con attenzione quanto riportato qui

Riferimenti Mediatici

Bibliografia

J. Clear – Piccole Abitudini
BJ Fogg – Il Metodo Tiny Habits
M. Syed Se sbagliamo ci sarà un perché

Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman

Per approfondire:

Chi sono
Precisazione importante

La Matrice Gusto Salute
A chi serve la bilancia (?)
La dieta? Sia un fatto solo tuo

Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti

Di più su di me:

Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli

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