Una delle cose che non avevo mai capito era la passione per il violino del grande Sherlock Holmes, che se volete fa il paio con l’amore di Nero Wolfe per le orchidee.
Perchè due grandi geni, forse i due più grandi geni che la natura umana abbia partorito, sprecano tempo e risorse in attività così inutili (Wolfe) e dai risultati cosi modesti (Holmes)? Ero solito derubricare la questione considerandoli vezzi e stranezze, o dei modi sottili e cattivelli che Stout e Doyle avevano per prendere in giro i propri beniamini, mal celando l’invidia per il fatto che i personaggi avevano rubato il proscenio ai loro autori.
Ma c’è di più. In questo post vorrò considerare alcune importanti lezioni che possiamo trarre dalle inutili attività di questi due grandi Maestri
1) E se il genio, per essere tale, avesse bisogno di questi momenti? Se la perfezione, la genialità, il capolavoro non fossero solo frutto di un innato talento, ma anche di un lento lavoro di perfezionamento, faticoso e paziente? Forse dietro una retorica che insista troppo sul talento si cela la nostra pigrizia nel non voler vedere il lavoro, la pazienza e la fatica dietro al successo. Se per eccellere basta il talento, allora, io che non ho talento, posso starmene sul divano a imprecare contro un destino avverso che non mi ha dato le possibilità concesse ad altri. In realtà, se state leggendo queste pagine, è perché siete stufi delle chiacchiere autoassolutorie e volete tirarvi su le maniche, imparando qualcosa di realmente nuovo. Il successo si raggiunge lentamente, in un continuo processo di perfezionamento.
2) Allenare la pazienza. Bisogna avere pazienza, accettare di sbagliare e di riprovare. Accettare i fallimenti e progettare i miglioramenti. L’attenta coltivazione e la precisa catalogazione delle orchidee è un buon allenamento per imparare ad apprezzare i dettagli e il lento progredire. I famosi insuccessi di Holmes sul violino sono importanti per insegnare ad apprezzare la cultura dell’imperfezione e della sconfitta. Non è infrequente l’exploit di qualcuno che vinca, ma non è detto che tutti i vincenti siano campioni. La differenza tra un vincente e un campione la puoi vedere solo nella gestione del momentaneo fallimento: mentre il vincente si perde in un mare di recriminazioni, o, peggio, pensa di aver perduto il fluido magico, riuscendo difficilmente a tornare al successo, il campione è colui che analizzerà la sconfitta con pazienza e serenità, ripresentandosi più preparato e più forte alla prossima prova
3) Imparare la costanza. Non c’è solo l’allenamento o solo la pazienza in quelle strane attività. Le orchidee e il violino insegnano anche la costanza. Le orchidee muoiono se non curate con costanza, e nel violino non si progredisce senza un allenamento costante. Nel momento in cui siano presenti pazienza e costanza il risultato è assicurato, è solo una questione di tempo.
4) L’importanza del riposo, fisico e mentale. Il riposo è funzionale a prestazioni di qualità che possano rimanere costanti nel tempo. Se non si impara a gestire con costanza un corretto ciclo attività/riposo, apprendendo, di volta in volta, come riconoscere le risorse in esaurimento e come reintegrarle, è difficile che si possa riuscire a lungo in qualunque cosa si voglia fare. Con le orchidee e con il violino i nostri eroi riposano il corpo e la mente, reintegrando le energie in attesa di una prossima sfida.
5) Affrontare l’imperfezione e il fallimento. Non deve essere sottovalutato inoltre il fatto che Holmes si ostinasse a cimentarsi in una attività con risultati fallimentari, a tal punto da raggiungere contorni grotteschi. Questo aspetto è fondamentale: senza voler fare troppa psicologia spicciola, avere l’esperienza di continuare col timone a dritta nonostante le risposte dell’ambiente non siano incoraggianti può essere importante. Aiuta a fare i conti con la propria fragilità, imparando a lavorare sul sistema e non sui risultati. Aiuta a guardare al processo e non ai risultati, e ad imparare che ci sono momenti nella vita in cui l’affermazione della propria identità e il coraggio di esprimerla sono più importanti degli esiti.
*) Una delle critiche più interessanti a questa posizione riguarda quella che molti definirebbero ostinazione. Dove finisce infatti la volontà virtuosa di affrontare l’esperienza del fallimento? I rosiconi, che vedono con sospetto ogni tentativo di allontanarli dal divano, direbbero che, in assenza di successo, si tratterebbe di ostinazione. Dov’è dunque la differenza tra virtù e ostinazione? Io credo che sia in due aspetti complementari che definirei lo sguardo e le decisioni.
1) L’ostinato guarda avanti, è ossessionato dal risultato, il suo sguardo è bloccato sull’esito delle proprie azioni. Il virtuoso invece guarda indietro: è attento a quali aspetti del processo migliorare per ottenere un esito migliore, anche se non ancora soddisfacente.
2) L’ostinato ripete ciecamente le stesse azioni, senza mai chiedersi fino a che punto siano adatte al contesto. Egli non sopporta il fatto che l’insuccesso possa essere una critica al proprio ego, e ripropone la stessa identica idea in maniera acritica. Il virtuoso non fa mai invece lo stesso errore: ogni tentativo è un insegnamento per far meglio in futuro, nella consapevolezza di essere inseriti in un sistema che lentamente si perfeziona. I successi, prima o poi, arriveranno.

Per cui, se davvero vuoi migliorare nella tua gestione del tempo e delle incombenze, ascolta il consiglio paradossale di affiancare la tua normale attività ad un hobby che possa essere per te palestra di fallimento, pazienza e costanza.

Riferimenti Mediatici

Fonte Immagini

Holmes e Violino di Gary Stockbridge

Bibliografia

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Chris Bailey – Hyperfocus: How to Work Less to Achieve More
Cal Newport – Slow Productivity
Anders Ericsson – Peak
Matthew Syed – Black box thinking

Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman

Per approfondire:

Chi sono
Precisazione importante

La Matrice Gusto Salute
A chi serve la bilancia (?)
La dieta? Sia un fatto solo tuo

Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti

Di più su di me:

Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli

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