Frequentando da qualche tempo l’interessantissimo campo della psicologia della produttività, mi sono reso conto che ci si trovi spesso di fronte a una terribile verità non detta, che ci sia un solo grande punto certo che il lettore non vuole sentire e che l’autore non può dire. Ho deciso di dedicare un post a questa indicibile verità. Seguitemi.

L’assunto è semplice:
Non esiste attività che consenta di ottenere risultati stabili e duraturi prescindendo dalla fatica, dal sudore e dal farsi il mazzo.
Questo non detto aleggia nella relazione lettore – autore che stringono spesso un patto mortifero: il compito dell’autore è quello di promuovere una formuletta semplice e poco impegnativa, che sia in grado di fornire facili illusioni; il compito dell’autore è quello di riversare tutto il proprio entusiasmo sulla nuova formula, facendo finta di voler cambiare, ma di fatto non muovendosi mai.
Il patto dura poco più di un mese, poi la coppia si separa cercando altri partner: il lettore cercherà nuovi autori con formule finalmente efficaci; l’autore cercherà nuovi lettori. E’ cosi via per centinaia di libri, sollevando una cortina di fumo per coprire una la grande verità che il dizionario è l’unico posto in cui il successo viene prima del sudore.
Se davvero volessi cambiare, sapresti benissimo cosa fare: piantiamola di girarci intorno, non serve un genio per capire quale debba essere la prossima mossa in un progetto, e non ci vuole un genio per capire che spesso le mosse sono pesanti, noiose e controproducenti. Però il successo sta dall’altra parte dell’azione noiosa. Bisogna saper riconoscere e affrontare quel misto di paura, pigrizia, incertezza, ritrosia e malumore che si frappongono tra noi e il successo nella giornata.
Allora perchè tu studi produttività? Se tanto dici che bisogna sudare, che non ci sono alternative al farsi il mazzo, cosa perdi tempo nella ricerca? E perchè io dovrei perdere tempo a leggerti?
Quando ho progettato questo post la domanda mi pareva legittima. Ora, più ci penso, più mi pare una cavolata. Te lo spiego con un esempio pratico. Mettiamo che tu sia stato costretto da quella arpia di tua moglie ad andare a far la spesa. Mettiamo che, una volta tornato a casa con due sacchetti molto pesanti scopri che l’ascensore sia rotto e tu abiti al 5 piano. Mettiamo che, una volta fatti 5 piani di scale, scopri di aver lasciato le chiavi di casa giù nel portone. Fai 10 piani in più, 5 a scendere e 5 a salire per recuperarle. Non è finita. Mettiamo che, una volta in casa, tu ti renda conto di aver lasciato lo smartphone in macchina. Altri 10 piani, 5 a scendere e 5 a salire per recuperarlo. 20 piani buttati perchè sei un po’ pirla! E non solo solo 20 piani. Alla fine sei esausto, e ti sei stancato un casino non risolvendo un belino.
*) Ecco Io studio produttività non perchè pensi che ci sia una scorciatoia alla fatica, che è una grandissima cavolata, ma perchè esigo che ogni singola goccia del mio sudore conti. Perchè mi girerebbero le scatole se vedessi che fatico senza risultati, o, peggio, se dovessi avere la sensazione di buttare via tempo e risorse in cose inutili.
Una goccia del mio sudore, un istante del mio tempo deve valere moltissimo: io studio produttività perchè esigo che ogni secondo del mio tempo, ogni granello della mia fatica sia sfruttato al massimo. Io avvaloro ogni secondo e quindi mi pongo urgentemente la domanda su come io stia spendendo il mio tempo.
*) Tutte le cose vanno e vengono (soldi, fama…) ma il tempo non torna più. Il tempo che ho speso ieri cazzeggiando senza costrutto non torna più. Non si tratta di demonizzare questa o quella attività, ma di insegnarti a guardare al tuo recente passato ed a chiederti sempre ne sia valsa la pena, e se tu abbia vissuto intenzionalmente ogni momento. Faccio un esempio: io adoro guardare video di Koala: mi rilassa, mi commuove, mi intenerisce… Non si tratta di demonizzare l’attività in sè, ma di comprendere quando e perchè io me la conceda. Se siamo a fine giornata, se sono stanco e soddisfatto per ciò che ho già fatto, se non ho forze per fare qualcos’altro e stia solo aspettando qualche minuto che il mio cervello si spenga, allineandosi ai segnali del corpo e preparandosi al sonno, allora ben vengano i Koala! Ma quando sono impegnato in un lavoro importante, che richiede la mia massima attenzione, allora i Koala diventano un errore madornale: la mia intenzione è quella di finire un lavoro importante, se finisco a guardare i Koala qualcosa nel processo non ha funzionato.
Non si tratta dunque di una scorciatoia per evitare la fatica, ma per far si che io ottenga il massimo dal mio impegno. Questa idea è anche molto utile in termini di priorità. Su questo punto torneremo, per ora ti basti riconoscere che ogni attività ha associata una componente umorale, in larga parte soggettiva.
Quando, a inizio giornata, pensi alle cose che devi fare, identifica quello a cui hai associato maggiori sensazioni negative, dividilo in tanti piccoli traguardi e inizia dal primo di essi. Quella è la cosa importante da fare, quella è l’unica strategia che conta, quello è ciò che a fine giornata ti permetterà di contrastare efficacemente la sensazione di aver sprecato tempo.
Detto questo, piantala di sprecare il tuo tempo cercando formule magiche per non far fatica e inizia la salita, assicurandoti che ogni tuo passo conti e non sia sprecato.
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Riferimenti Mediatici
Bibliografia
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
James Clear – Atomic habits. Piccole abitudini per grandi cambiamenti
Scott Allan – Do The Hard Thing First
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog
Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman
Per approfondire:
Chi sono
Precisazione importante
La procrastinazione come il canto delle sirene
Impariamo da Sherlock Holmes e dal violino
La dieta? Sia un fatto solo tuo
Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti
Di più su di me:
Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli
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