
Ho l’onore di essere amico e allievo di uno dei più grandi esperti internazionali in tema di produttività, Carl Pullein. Ho il piacere di presentare il suo nuovo libro, Your Time, Your Way.
Ho pensato molto a come portare a termine questo mio compito. Non vorrei creare un doppione di ciò che c’è già: è un libro che vale la pena leggere, se volete notizie sul libro e/o sul suo autore potete trovarle sul suo sito. Cosa posso aggiungere di davvero mio al consiglio di lettura? Credo che la risposta sia la profonda gratitudine verso Carl per avermi negli anni insegnato alcune cose, ribadite in questo libro.
1) La prima è certamente il piacere di dire: “non ho tempo”. Un po’ come tutti, mi sono avvicinato alla produttività perché mosso da un forte senso di colpa. Ero immerso nella presunta urgenza di mille cose da fare, e cercavo un sistema che mi permettesse di gestire tutto. Non l ho mai trovato. Carl mi ha insegnato che è inutile che io lo cerchi, semplicemente non c’è. Le cose da fare saranno sempre più del tempo a disposizione. Un esperto di produttività non è colui che riesca a fare tutto ciò che vorrebbe, ma chi riesce a lasciar fuori alcune cose, anche importanti, semplicemente perché impegnato in altri progetti di valore superiore. Carl mi ha insegnato ad essere contento a fine giornata delle cose che NON ho fatto.
2) Per certi versi è una riedizione del teorema di Godel in termini di produttività: se vuoi essere costante non puoi fare tutto. Mettiamo che qualcuno di noi abbia 16 compiti nella sua lista, mettiamo che, con uno sforzo sovraumano li porti a termine lavorando 18 ore consecutive…. Bravissimo!, ma il giorno dopo? E quello dopo ancora? Non farà nulla…, magari fallendo in cose importanti. E’ molto meglio invece accettare di non fare tutto ma essere costanti nel fare il numero limitato di cose che ci si prefigge.
3) Si tratta in sostanza di passare da domande suk Cosa, che solitamente popolano il mondo della produttività, alla cruciale domanda sul quando. Solo ragionando sul quando posso capire cosa fare o non fare oggi, rendendomi conto che le mie risorse di tempo e di energia sono limitate. E’ solo lasciando andare le cose che si acquista davvero un senso di proattività, agenticità e di controllo sulla propria giornata,
4) Altro elemento interessante che ritroverete nel libro è che il sistema che sceglierete è un mezzo e non un fine. Molti neofiti sprecano infatti quasi tutta l’energia a disposizione per abbellire il sistema, dimenticandosi di fare ciò che è concretamente importante. Il sistema deve servire a farvi impiegare al meglio il tempo e le poche energie che avete a disposizione, non deve essere esso stesso una fonte di dispersione.
5) Inoltre Carl insegna che esiste un solo vero trucco per essere più produttivi: l’autoesame e l’attenzione ai dettagli. Invece di perdere tempo a cambiare sistema ogni tre minuti, devi trovare del tempo periodicamente per chiederti quali siano i piccoli aggiustamenti che migliorino ciò che hai già, senza inutilmente stravolgerlo.
Purtroppo il libro non è stato ancora tradotto in italiano. Se volete, c’è un capitolo del nostro libro Impariamo dal merluzzo che è espressamente dedicato ad uno dei capisaldi dell’insegnamento di Carl
Buona Lettura.
Continua sul nostro libro L’arte dell’Agenda
Riferimenti Mediatici
Bibliografia
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog
Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman
Per approfondire:
Chi sono
Precisazione importante
La procrastinazione come il canto delle sirene
Impariamo da Sherlock Holmes e dal violino
La dieta? Sia un fatto solo tuo
Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti
Di più su di me:
Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli
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