Continuo la fortunata serie sul come giudicare un sistema di produttività parlandovi di una situazione piuttosto comune. Avete presente tutte quelle volte in cui vi è venuta in mente una cosa molto opportuna, ma poi passate ad altro, pressati da qualche urgenza e convinti erroneamente, che ve ne ricorderete al momento opportuno? Cosa succede poi? Che puntualmente ve ne ricordate troppo tardi e dite: ci avevo pensato, ma poi mi è passato di mente. In questo post ragioneremo su quanto sia importante in termini di produttività fare attenzione a questi segnali.

Per quanto comune, questa situazione è sbagliata e grave per molteplici ragioni:
1) Contiene un errato pregiudizio sulle vostre capacità, un eccesso di confidenza e una mancata conoscenza su come funzioni il pensiero umano.
Voi non potete ricordare tutto: lo sforzo di ricordare tutto vi porta a dei pessimi risultati, sia in termini di qualità delle informazioni recuperate, spesso incomplete e/o imprecise, sia in termini di quantità dei recuperi (per ricordare male una cosa ne perdiamo altre tre.
2) Segnandoci invece velocemente le buone idee, liberiamo la mente per pensarne altre, alcune magari molto importanti, a cui non potremo mai dare spazio se lasciamo che siano impantanate dalla testarda volontà di arrestare il flusso di pensieri per tentare di ricordarne uno.
3) Facendo così non perdiamo ottime esperienze di vita, fatte da piccoli gesti che abbiamo mancato, grandi slanci che avremmo avuto, ma che abbiamo perso nel marasma del quotidiano. La parte migliore di te è alla tua portata, basta solo che tu la impari ad ascoltare in quel preciso momento in cui si manifesta.
*) Uno degli obiettivi di un buon sistema di produttività è, dunque, catturare e non perdere quel fugace pensiero, quella grande idea, che ci passa per la mente solo in quel momento, solo in quell’attimo.
Per aver successo in questo compito, dobbiamo fare attenzione a non commettere due errori piuttosto comuni:
a) Il primo riguarda l’avere a disposizione un sistema di input (registrazione e cattura) adeguato a quel particolare momento: è molto difficile che una singola modalità possa bastarvi per ogni occasione: ci saranno momenti in cui preferirete scrivere una nota sul cellulare, altri in cui mandarvi un vocale, altri ancora in cui userete un assistente digitale, altri infine in cui troverete più semplice carta e penna.
Il consiglio è di non imporvi nulla, ma di assecondare quello che vedete essere la cosa più comoda in ogni situazione.
La mia esperienza in questo senso penso sia degna di nota. Ho sempre pensato che il sistema cartaceo dovesse essere una alternativa al mondo digitale, e che quindi le note estemporanee dovessi redigerle in maniera digitale, in modo da non sprecare tempo. Mi sbagliavo! Sto scoprendo che un blocco di appunti cartaceo mi è utilissimo per annotare velocemente le idee proprio mentre sono al pc.
E voi? Quali sistemi di registrazione usate? Siete sicuri di avere gli strumenti adatti in ogni situazione? Siete sicuri che non vi sarebbe più utile rendervi disponibili altre forme di input, da affiancare a quelle che già utilizzate?
b) La contemplazione di un sistema plurale di immissione dati implica che voi abbiate un sistema target in cui le informazioni provenienti da varie fonti possano essere uniformate e organizzate con metodo, se no è un incubo! Il nostro libro può aiutarvi a mettere a punto un sistema adeguato.
Infine dovete disporvi a bloccare del tempo sul vostro calendario al fine di mettere a punto al meglio questa operazione di revisione e organizzazione. E’ uno degli aspetti più importanti di ogni sistema organizzato. Non lo sottovalutate, non lo posponete, nemmeno quando altre cose vi sembrino più urgenti e più utili. Il guadagno che otterrete dal bloccare, disciplinare e difendere questi momenti sarà di gran lunga maggiore sul medio lungo periodo di un atteggiamento disorganizzato, in balia di umori ed urgenze (spesso altrui.
Iniziate dunque a guardare con sospetto le cose che vi passano di mente, e lavorate per dare enorme valore a queste idee, spesso fugaci, ma quasi sempre determinanti.
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Riferimenti Mediatici
Bibliografia
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
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Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman
Per approfondire:
Chi sono
La procrastinazione come il canto delle sirene
Impariamo da Sherlock Holmes e dal violino
La dieta? Sia un fatto solo tuo
Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti
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Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli
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