Come combattere procrastinazione e workaholismo? Lo direste mai che sono due facce della stessa medaglia? In questo libro indagheremo le similarità sotterranee di due problemi che sembrano così diversi: la procrastinazione, ossia la mancanza di volontà nell’iniziare un lavoro, e il workaholismo, ossia la sensazione di non riuscire mai a smettere di lavorare: Sono problemi simili, che hanno in comune la difficoltà di darsi delle regole e di rispettare dei confini. Vedremo come l’agenda sia uno strumento indispensabile per affrontare queste difficoltà, che possono essere anche molto invalidanti

Chi avrebbe mai detto che il procrastinatore e l’ultralavoratore fossero fratelli? E gemelli per giunta?
L’uno che non riesce mai a far nulla di concreto, il lavoro sembra un macigno, una noia terribile, una montagna insormontabile, delle ore interminabili passate davanti ad un pc, cercando la forza di cominciare, e siccome quel momento non sembra mai adesso, rimandandolo sempre. Intere giornate sono passate a spostare in avanti il momento di iniziare, finchè la giornata finisce e salgono senso di fallimento e frustrazione, che renderanno ancora più difficile iniziare domani.
La qualità del lavoro diventa scadente, l’autostima crolla e la vita diventa un limbo soporifero speso a guardare la nuvola del lavoro sempre davanti agli occhi
E poi c’è chi non riesce mai a smettere di pensare al lavoro e sposta sempre in avanti il termine dell’attività lavorativa, tutto preso da urgenze, che spesso sono solo nella sua testa.
L’autostima dipende solo dal successo lavorativo ed è scricchiolante, necessita sempre di maggior lavoro per reggere, fino a livelli insostenibili.
I rapporti famigliari e sociali ne risentono, la salute, mentale e fisica ne risente, ed anche la qualità del lavoro diventa scadente…

Ebbene queste persone sono simili: spostano sempre in avanti uno dei due confini dell’attività lavorativa, non è mai chiaro quando lavorino e quando si divertano e hanno un pessimo ritorno dell’esperienza lavorativa sulla qualità della vita. La soluzione? Semplice porre dei confini all’attività lavorativa. Non è importante quale sia il confine, possono variare da persona a persona, in base a caratteristiche soggettive o legate al lavoro.

Farò l’esempio della mia personale situazione: si lavora tra le 8 e le 16. Prima e dopo non si lavora.

Il workaholico dirà: e cosa succede con le urgenze? Io non posso fermarmi.
Rispondo che Churchill era solito fare un pisolino pomeridiano. Era il suo modo di darsi dei confini, e pare che alla segretaria fosse solito dire, mi chiami solo per cose urgenti, e per urgenti intendo l’invasione dell’Inghilterra.
Devi pensare che almeno che tu non sia un vigile del fuoco, un militare o un chirurgo in reperibilità, di urgenze nella vita ce ne sono pochissime, che tu vali molto di più dei tuoi successi lavorativi e che ci sono persone della tua vita che meritano di poter spendere tempo di qualità con te.

Al procrastinatore invece dico di non spaventarsi se non avrà fatto nulla nelle ore stabilite, perchè tanto, di solito non è che facesse molto di più. Direi di divertirsi a mente libera nelle ore restanti e riprovare l’indomani. Col tempo il vostro cervello razionale imparerà a fidarsi di voi e la qualità e l’intensità delle ore lavorative aumenterà. Rispettate i confini e datevi tempo

Per rendervi più semplice la comprensione del metodo, vi ho messo a disposizione il mio personale workday log su Insta.
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Riferimenti Mediatici

Bibliografia

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman

Per approfondire:

Chi sono


La procrastinazione come il canto delle sirene
Impariamo da Sherlock Holmes e dal violino
La dieta? Sia un fatto solo tuo

Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti

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