Il post sull’incontro con un mio Maestro ha destato un vivo interesse. Non credevo e vi ringrazio. Alla comprensibile curiosità sull’identità del personaggio, che continuo a celare per privacy, si è affiancata la volontà di sapere se e come la mia relazione con lui sia proseguita. Ho deciso allora di dedicare qualche post a quest’argomento, per presentare una visione fuori dal corso sul tema della produttività: assurdo, geniale, vincente, utile, sono gli aggettivi che mi vengono in mente. Credo che questa prospettiva possa rendere questo blog originale e interessante per voi lettori.
Per farvela breve, restammo in contatto via mail prima e via chat poi.
Quelle che seguono sono le ricostruzioni, il più possibile fedeli di alcune delle nostre chat.

R: Maestro, devo confessarle che mi sarei aspettato di conversare con una persona del tutto diversa. Mi sarei aspettato di trovarla in giro per conferenze, pieno di progetti, pieno di impegni. Invece… faccio più cose io di lei.
M: il fine è star bene con se stessi, qui, ora, adesso. Io sono a posto con me stesso adesso, sono tranquillo, la mia mente è serena. Questo è il fine della psicologia della produttività, come la chiami tu, della ricchezza. Tu stai bene con te stesso? Qui, ora, adesso? Per dirla con gli stoici, se questo momento durasse all’infinito, saresti felice? Se la risposta è sì, allora tutto il resto può attendere; se la risposta è no, non è seppellendo il disagio sotto un mare di scadenze posticce che lo risolvi.
R: Ma conosce la storia della cicala e della formica? Come giustifica la sua condotta alla luce di questa storia?
M: Ciò che la storia non dice è:
*) che anche la formica passa i mesi invernali senza far nulla, con il frigo pieno e la tv accesa.
*) che le tanto sbandierate provviste della formica si limitano a qualche briciola di pane.
*) che le provviste si fanno solo in un periodo limitato e prestabilito.
R: Capisco, invece da quell’esempio, il pensiero comune trae spunto per una infinita frenesia d’accumulo che non finisce mai.
M: Accumulare non serve se poi la vita termina prima di fruire. Il pensiero comune pensa di dover lavorare freneticamente oggi per godere un domani, ma è un progetto sbagliato.
R: Quindi posso stare tranquillamente sul divano a guardar la partita?
M: In realtà non ho detto questo, ragioni troppo per estremi. Ti sto invitando ad usare due strumenti banali ma efficaci: Buon senso e umore.
*) Il buon senso ti è utile per riempire il frigo, fuor di metafora per mantenere uno status quo più dignitoso possibile e stare a galla, lavorando, pagando le bollette e cose così. Questo deve logicamente esserci, se no il progetto non regge, ma deve essere ridotto all’indispensabile, per non appesantire troppo il piano
*) Poi devi imparare a fidarti del tuo umore e fare ciò che l’umore ti dice, quando te lo dice, nella massima serenità.
R: Ma se fosse per me non farei mai niente…
M: Ecco un altro pregiudizio tipico: non è vero, fidati. Nel momento in cui non si senta davvero costretta, quella parte di te è molto più libera di quanto tu creda. E’ solo molto allergica all’idea di essere ingabbiata in schemi troppo rigidi.

Me ne andai meditamondo, rivalutando la cicala

E tu? Riesci a concederti l’ascolto del tuo umore per una settimana? Prova e fammi sapere.
Se hai bisogno di aiuto, mandami un messaggio

Continua sul nostro libro L’arte dell’Agenda

Riferimenti Mediatici

Immagine

Louis Loeb, Public domain, via Wikimedia Commons

Bibliografia

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman

Per approfondire:

Chi sono


La procrastinazione come il canto delle sirene
Impariamo da Sherlock Holmes e dal violino
La dieta? Sia un fatto solo tuo

Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti

Di più su di me:

Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli

Se vuoi incoraggiare altri articoli come questo, offrici un caffè

Leave a comment

Trending