Continuano i post sull’incontro con un mio Maestro Nella chat di oggi esploreremo una mia sensazione, quella di non fare mai abbastanza, o di non fare le cose nel migliore dei modi. Il Maestro mi darà alcuni consigli davvero controintuitivi, che voglio condividere con voi.

R: Maestro, mi rendo conto che il mio umore a fine giornata è sempre pessimo: non importa quanto io produca, mi sembra sempre che avrei potuto far di più e meglio… c’è qualche strategia che io possa adottare per essere più soddisfatto nelle mio giornate.
M: Nel tuo splendido libro spieghi molto bene che la gente spesso si rivolge alle tecniche di produttività per nascondere problemi che hanno poco a che fare con il metodo e molto con l’aspetto emotivo sotteso ai compiti. Se vuoi capire il perchè di quella sensazione, la devi interrogare, senza cercare di mascherarla dietro a una impossibile forza di volontà o a un improbabile metodo.
R: Capisco, ma è davvero possibile farlo? E’ compito del time designer guidare un soggetto in questa comprensione?
M: Capisco i tuoi dubbi, ma credo di poter rispondere positivamente alla questione; è nostro dovere educare alle emozioni in relazione alla produttività, in modo che ciascuno possa sapere cosa ci si aspetta e come comportarsi. Se poi, la questione dovesse essere più grave del previsto, è ovvio che dobbiamo consigliare uno psicologo professionista, che affianchi il nostro lavoro.
R: E cosa possiamo dire, noi, delle emozioni?
M: Due sole cose, semplici ma significative: dire che ad ogni compito è associata una emozione e che queste emozioni si inscrivono in un umore di base di cui non possiamo non tenere conto. Se non sei pronto ad ascoltare ed affrontare il tuo umore, se tenderai ad evitarlo o a ignorarlo, non c’è alcun trucco di produttività che ti possa aiutare. Quando tu mi dici ho lavorato tutto il giorno, ma mi sembra di non aver fatto niente, spesso non è un problema di cosa tu abbia o non abbia fatto, ma nel tuo umore di base, e quello, come tu dici nel tuo libro, non lo curi col metodo ma con altri strumenti.
R: Quindi ho ragione nel dire che come esperti di produttività non possiamo occuparcene?
M: non del tutto… Dobbiamo insegnare a fidarsi di quell’umore a dargli dignità. Di solito i nostri guru della productivity porn, lo demonizzano, lo escludono e promuovono la cavolata che basti un po’ di buona volontà per risolvere tutto. Non è vero. Se vuoi un metodo che duri deve essere uno con le emozioni e non contro.
R: Ma non si rischia di non far nulla, di ottenere poco da noi stessi?
M: non credo. Questa idea, molto in voga nel productivity porn, è quella che dobbiamo smascherare e combattere. Si basa su due pregiudizi errati. Il primo è che si produca di più ignorando le emozioni, il secondo è che queste emozioni intendano sabotare il soggetto e non aiutarlo.
R: immagino che si produca di più con una disciplina militare, ma per un tempo molto limitato. Se noi ci soffermassimo invece a guardare il rendimento sul lungo periodo, scopriremmo che un atteggiamento integrato con le emozioni avrebbe la meglio..
M: Esatto.

E tu? Che ne pensi?
Se hai bisogno di aiuto, mandami un messaggio

Continua sul nostro libro L’arte dell’Agenda

Riferimenti Mediatici

Bibliografia

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Videografia
Il Podcast di Andrew Huberman

Per approfondire:

Chi sono


La procrastinazione come il canto delle sirene
Impariamo da Sherlock Holmes e dal violino
La dieta? Sia un fatto solo tuo

Edna – Storia di una ballerina
Resistere alle critiche distruttive
L’importanza di aggiornare gli appunti

Di più su di me:

Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelli

Se vuoi incoraggiare altri articoli come questo, offrici un caffè

Leave a comment

Trending