Considero Carlos Alcaraz il più forte talento in circolazione. Per molti questa è una ovvietà, ma ho voluto chiarirlo subito. Ma il bello del tennis è che il talento da solo non basta: per essere un campione occorre anche altro, come cercheremo di chiarire in questo post.

Come mai quello che considero il più grande talento in circolazione, dopo un rendimento da campione l’estate scorsa non è più riuscito a confermarsi a livelli supertop? Semplicemente perchè per essere un campione è necessario un mix di altri componenti oltre il talento. Vediamo quali.
1. caratteristiche fisiche. Direi che sono ottime. I centimetri che paga in altezza rispetto agli avversari, li compensa con una fisicità ed una esplosività invidiabili.
2. progressi tecnici in allenamento Questo pare un punto dolente: forse Ferrero, ex campione e ed allenatore di Alcaraz durante il periodo d’oro di quest’ultimo, non riesce più a solleticare le corde giuste di Carlos, o forse Ferrero non è l’uomo giusto per il tipo di miglioramento tecnico di cui Carlos ha bisogno. Forse si è instaurata tra i due una dinamica che non è più un buon viatico per il progresso. Forse un cambio di guida tecnica sarebbe auspicabile, per riportare Carlos fuori da quella zona di comfort che ne sta causando un rallentamento nel percorso verso le vette del mondo.
Non è detto però che un miglioramento tecnico in breve tempo sia possibile: Carlos potrebbe aver raggiunto i propri limiti, e potrebbe non maturare mai le qualità che fanno di un grandissimo talento un campione. Noi ci auguriamo il contrario.
3. Attrezzatura Si vocifera molto di test e cambi di racchetta che non paiono per ora sortire i miglioramenti sperati
4. Mindset Questo pare un punto dolente. Isabel Balaguer, famosa psicologa dietro i successi di Carlos, pare non riuscire più a tirar fuori quel killer instinct necessario per primeggiare. Uno dei temi che approfondiremo in un prossimo post è che nel tennis è sacrosanta la massima di Tomasi di Lampedusa Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Se Carlos vuole restare n.1 deve cambiare qualcosa (nel suo entourage?).
5. Lettura della partita altro problema, se non il problema: Le partite di Carlos paiono una altalena di momenti da fuori classe, di talento puro, e momenti di cali e passaggi a vuoto, costellati da errori non forzati e scelte rischiose che non sempre pagano.
Si tratterebbe di abituarsi a giocare un tennis più regolare e meno rischioso, fidando nelle proprie incredibili doti tecniche ed aspettando che sia l’avversario a sbagliare.
Per parafrasare un vecchio proverbio, Carlos dovrebbe imparare che se ha solo limoni deve fare una buona limonata. Nella vita di ogni campione, che gioca 300 giorni all’anno, ci sono momenti in cui certe cose non riescono, giornate no in cui questo o quel fondamentale pare dimenticato, ma è in quel momento che si vede il campione, nella capacità che ha di prendere in considerazione le molte opzioni che il suo gioco gli mette a disposizione e scegliere quelle più efficaci in quel momento, anche e soprattutto in funzione del momento dell’avversario, che può mostrare di soffrire di più questo o quel colpo.
Tabula rasa delle critiche Ciò che consigliamo a Carlos in questo momento è di far tabula rasa delle critiche e di prendersi uno più momenti per guardarsi dentro, maturando una consuetudine a riscoprire le proprie motivazioni che gli potrà essere utile anche durante le partite
Questo funziona anche nella vita quotidiana di ciascuno di noi
Quante volte ci sentiamo dotati di un talento che non riusciamo (più) ad esprimere? Quante volte sentiamo di poter crescere, e tanto, in un particolare aspetto della nostra vita, ma ci troviamo bloccati, magari per anni?
Il problema è lo stesso, e dobbiamo agire nello stesso modo, iniziando dal vedere se possiamo migliorare la nostra salute complessiva all’acquisire competenze tecniche e tecnologiche più adeguate.
In generale dobbiamo acquisire una mentalità sperimentale che ci possa permettere di fare centinaia di prove infruttuose, senza considerarle un fallimento, fino a trovare quella piccola miglioria che può avere un grande significato. Potrebbe volerci molto tempo e dobbiamo avere tanta pazienza.
Infine dobbiamo dare il benservito a chi ci critica senza costrutto, magari per invidia e circondarci di chi invece abbia davvero qualcosa da insegnarci e/o sappia toccare in noi le corde giuste per farci essere persone migliori
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Riferimenti Mediatici
Fonte immagini
Carlos Alcaraz – Ph cc da Wikipedia
Emerografia Digitale
UbiTennis
Bibliografia Generale
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
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