Gentili amici,

Ho iniziato un progetto triennale di supporto a un coach di tennis sulle strategie per acquisire una corretta mentalità durante gli allenamenti e le varie fasi del gioco. Ho pensato che, al di là di alcuni aspetti prettamente tecnici, buona parte delle considerazioni potesse essere di comune interesse, e così ho deciso di dedicare una sezione di questo blog alla mentalità tennistica (tennis mindset). Oggi vorrei iniziare con un ragionamento su quello che ho chiamato il prossimo punto.

Pensate a un giocatore pochissimi istanti prima di giocare un punto, potrebbero esserci tante considerazioni nella sua testa:
legate al lontano passato: con quest’avversario in passato ho perso, oppure ho perso in passato con altri avversari ancora più deboli, arrivati a un certo punto mi perdo e perdo
legati al passato recentissimo: nell’ultimo punto ho fatto proprio schifo, oggi non è la mia giornata, non sono in forma, non ci sono con la testa, il mio momento magico è finito
legati al futuro prossimo se perdo questo punto, se perdo questo game è finita oppure anche se vincessi questo punto sarebbe inutile, l’avversario servirà per il match tra un game e non avrò le forze per fare un controbreak, sono troppo sotto nel punteggio, e oggi non è la mia giornata.
legati a un futuro remoto magari oggi potrei anche vincere, ma contro avversari più forti non avrei scampo, negli slam non avrò possibilità
legati alla vita personale la mia compagna mi tradisce, mia mamma non sta bene, oggi ho un po’ mal di testa

Ebbene, la qualità di un campione si misura da quanto riesca a tenere questi pensieri molto umani, comuni a tutti, lontani dalla propria prestazione nel punto, per concentrarsi solo ed esclusivamente sull’attimo presente.
Il campione è campione proprio in quanto riesce a tenere tutto il resto fuori dall’attimo presente e contare solo su quello, vivere per quello.
Per ottenerlo ci sono diversi stratagemmi:
Il luogo sicuro (la luce), l’immagine ci si estranea dal presente e si visualizza un luogo, una immagine, una scena e, focalizzandosi su quella, si tiene lontano il resto.
il movimento ci si concentra su di un particolare aspetto di un gesto tecnico e si usa l’energia e lo spazio mentale per ripeterlo, senza lasciare che il cervello divaghi
un aspetto del contesto (pallina, riga) ci si abitua a guardare solo la pallina o una riga, ripetendo nel tempo questo gesto più e più volte. Col tempo la mente si abituerà a non divagare
la rabbia pensate a John McEnroe, sempre costantemente inca**ato col mondo: quella rabbia era utile per tenere la testa sgombra da altri pensieri e focalizzare l’attenzione solo sul presente, richiamando allo scopo tutte le energie fisiche
Il discorso interno positivo funziona anche il ripetersi costantemente alcune frasi incoraggianti, soprattutto se è una pratica consolidata

Questo funziona anche nella vita quotidiana di ciascuno di noi

Pensateci: quanto le vostre considerazioni sul passato o sul futuro rubano del vostro presente? Quanto il vostro punto risente delle critiche del vostro pubblico, della fama dell’avversario o del fatto che magari oggi non sia la vostra giornata?
L’Agenda è anche questo: nel nostro libro insegniamo a focalizzare l’attenzione sui compiti da svolgere senza lasciarsi rapire da considerazioni intrusive.
Applicare il tennis mindset al lavoro significa essere consapevoli di questo problema comune ed allenarsi a tenere la mente focalizzata sul compito, in un contesto che spesso è altamente ostile con orde di social, di notifiche e di sollecitazioni che tendono a volerci distrarre. Abbiamo anche noi un pubblico, la famiglia, i colleghi, che spesso può non essere supportivo, ma mirare a distrarci, e un capo, l’arbitro che magari può prendere decisioni a nostro sfavore.

La strada per essere campioni, nel tennis come nella vita, passa per vincere il prossimo punto e lasciare a zero tutte le chiacchiere nella nostra testa


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Riferimenti Mediatici

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Bibliografia

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo


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Se vuoi leggere altre cose che scrivo, ho collaborato al libro L’Arte dell’Agenda di Claudia Elisabetta Muccinelliabetta Muccinelli

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