La grandissima prestazione dell’immortale, dell’incredibile, dell’inossidabile Djokovic e le vittorie di Draper e di Mensik nel Sunshine Double aprono a una serie di considerazioni sulla presenza di campioni nel panorama attuale del tennis mondiale.


Benvenuto Jakub nell’Olimpo dei grandi
Complimenti, ti auguriamo una luminosa carriera… ora arriva il difficile compito di confermarsi, ed è di questo che parliamo oggi.
Infatti dobbiamo fare i complimenti anche a Djokovic che a 37 anni suonati è riuscito a mettere in riga baldi giovanotti che non sono riusciti a sfruttare gli indubbi vantaggi che l’età concedeva loro in termini di condizione atletica.
Però, sapete che io tifo per il tennis, e mi chiedo: è un segno di salute per il nostro sport che vecchietti di enorme talento riescano ad accedere fino alla soglia dei 40 anni, mentre giovani di grande prospettiva non riescono a dare continuità alle proprie prestazioni?
Prima di rispondere mi siano concesse alcune considerazioni preliminari:
1) E’ vero che le metodologie di allenamento sono esponenzialmente migliorate e permettono prestazioni prima impensabili, avendo allungato la vita degli atleti non solo nel tennis.
2) E’ vero che per un ventennio siamo stati in presenza di 4 Campioni Irripetibili che si sono divisi il proscenio, una coincidenza quasi unica. Ci hanno mostrato, oltre al talento, un’etica del lavoro e del sacrificio che spero sia da lezione ai giovani d’oggi.
3) E’ vero che nuove leve interessanti stanno emergendo: Sinner, Alcaraz, Draper, Mensik e Fonseca, per dirne solo qualcuno.

Però
a) ci saremmo tutti aspettati che in assenza di Sinner i suoi migliori avversari, Alcaraz e Zverev, avrebbero fatto man bassa di tornei, invece così non è stato e ci troviamo di fronte a un podio del tennis mondiale in profonda crisi, per vicende di campo e di contorno.
b) Almeno per tutto il prossimo anno, sarà difficile che giovani di grande prospettiva acquistino uno status paragonabile.
Per ora, però, hanno dimostrato solo grandi potenzialità, ma non continuità. Sinner fermato per le note vicende, Alcaraz in un momento di buio (ne parliamo qui), Draper fuori al primo turno dopo il gran colpo di Indian Wells, Mensik da rivedere nella stagione estiva su altre superfici.
E’ poi c’è un divario considerevole (16 anni in media) tra la generazione di Sinner e Mensik (23 e 18 anni) e quella di Djokovic (37). Zverev (27) Fritz (27) Ruud (26) Tzitzipas (26) Rublev (27) e De Minaur (26) fanno parte di una generazione di fuoriclasse, che non sembra però poter trovare i numero del campione, al di là di qualche pregevole exploit.
c) Siamo poi sicuri che quella continuità di rendimento cui eravamo abituati, sia ancora possibile nel tennis odierno, cosi veloce e dispendioso?
d)In questo quadro che tarda a rinnovarsi è dunque chiaro che 37enni di grande talento e con uno spirito di sacrificio incredibile trovino ancora spazio, anche là dove non dovrebbero.

Si può dunque concludere che un tennis senza i suoi primi tre giocatori in forma non può dirsi in buona salute

Per cui han fatto molto rumore le dichiarazioni di Patrick McEnroe sul fatto che
“Alcaraz è il giocatore di tennis più popolare al momento. Non è il numero uno, ma è un’attrazione e la gente vuole vederlo. Sinner è un grande giocatore e vincerà moltissimo, ma al momento non ha la stessa attrattiva di Alcaraz, che è il giocatore più popolare nel tennis in questo momento. Non è il numero uno del mondo, ma è un’attrazione e la gente vuole vederlo. Se Federer avesse saltato Indian Wells nel suo periodo migliore, sarebbe stato un duro colpo per gli ascolti televisivi e per gli sponsor. Sinner non ha ancora quello status” . 
*) si tratta di un giudizio molto legato al profilo geografico del torneo (in Italia potremmo dire il contrario) e di carattere del giocatore (Jannik non sarà mai estroverso quanto Carlitos), lo spagnolo si è visto molto meno di quanto ci saremmo attesi.
*) forse quello status non sta aiutando Carlitos, il cui gioco e i cui risultati paiono risentire di molto di paragoni troppo ingombranti.
*) Credo che il pubblico abbia bisogno di rivalità e di talento, di appassionarsi a caratteri opposti, come fu per (John) McEnroe e Borg, Sampras e Agassi, Federer e Nadal… o i Fab Four. Il pubblico ha bisogno di talento e di campioni in cui immedesimarsi, e più campioni riescono ad affacciarsi sul panorama mondiale meglio è per il nostro sport.

Ora siamo alle soglie della stagione sulla terra, superficie gradita ad Alcaraz e Zverev, finalisti 2024 al Roland Garros. Siamo però anche vicini al rientro di Sinner, cui manca poco più di un mese al ritorno. Il tempo ci dirà se Jannik, una volta lasciatasi alle spalle la nota brutta vicenda, saprà riprendere la confidenza con le vittorie, sopperendo con l’applicazione e il duro lavoro alla carenza atletica e di ritmo partita cui è stato costretto. Vedremo se Draper e Mensik sapranno confermare quanto di buono hanno fatto vedere sin qui e confermarsi ad altissimi livelli

Riferimenti Mediatici

Fonte Immagini
Jakub Mensik via Wikipedia

Emerografia Digitale
La dichiarazione di Patrick McEnroe
UbiTennis

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments

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Videografia
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
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Per Approfondire

Il prossimo punto
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive

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