Ancellotti ha rilasciato a Giacomo Poretti una recente intervista in cui fa delle affermazioni sul talento un po’ confuse, che contemporanea psicologia della performance non condivide, o meglio espone in termini più chiari. Ne parlo in questo post

Quanto conta il talento per un atleta? Qualunque risposta data di istinto sarebbe errata. Prima dobbiamo chiarire una strana questione, che riguarda il talento, recentemente riproposta, in maniera un po’ confusa, dal grandissimo Carlo Ancelotti, che dice:
Tutti dicono che si può arrivare 1) con l’impegno, con lo spirito di sacrificio, con la garra… 2) ma se non c’è il talento non arrivi ad alti livelli 3) Lo sport è migliorare se stessi.
Caro Carlo, hai fatto un po’ un minestrone. Non leggerai mai questo post, e io non sono nessuno, non ho mai vinto niente ad alti livelli, non ho la tua competenza, però, se potessi, ti regalerei questo libro, del compianto psicologo della performance Ericsson So che sei uno che legge e che si documenta, quindi so che ti farebbe piacere.
Messaggio per i miei lettori: mettiamoci tutti di impegno, facciamo caos sui social e facciamo arrivare a Carlo il messaggio.
Carlo, Ericsson ti spiegherebbe che centrale in quanto hai detto è la capacità di migliorarsi. Si arriva ad alti livelli solo se si migliora costantemente. Le persone più talentuose sono quelle che hanno saputo migliorarsi con costanza, fino ai livelli di eccellenza, in un tempo ragionevole. Tutto questo con il corollario che, migliorarsi diventa sempre più difficile. Quanti talenti hai conosciuto nella tua carriera che oltre a un certo punto non sono andati, sia perchè erano un po’ teste matte, sia perchè non sono riusciti a migliorare il gesto tecnico di quella percentuale infinitesima che rende campione un buon giocatore? Migliaia. Potrei farti dei nomi, ma sarei impietoso. Il punto allora diventa sapere cosa migliorare e trovare il modo di migliorarlo in fretta. Ericsson chiama questo Pratica Deliberata, ossia il saper finalizzare intenzionalmente lo sforzo di allenamento al miglioramento di singoli aspetti concreti della prestazione.
Per far questo ci vogliono lo spirito di sacrificio e la garra.
Poi, è vero, ci sono persone che, arrivati a un certo punto, non riescono più a migliorare, o migliorano troppo lentamente. In questo possiamo vedere l’importanza di avere un buon contesto supportivo, fatto di buoni coaches, tecnici e mentali. Per buon coach non intendo un’etichetta appiccicata su qualcuno una volta per tutte, ma chiunque riesca a far migliorare un particolare atleta in un particolare contesto e in un particolare momento.
Questo succede solo se atleta e coach scompongono la performance in migliaia di piccoli elementi ed iniziano a lavorare su quelli. Ciò potrebbe non avvenire mai, o riuscire solo fino a un certo punto.

Il vero discrimine non è dunque una qualità innata, un dono metafisico, ma la capacità concreta di agire sulla propria prestazione, riuscendo ad apportarvi correttivi e migliorie nel più breve tempo possibile

Questo funziona anche nella vita quotidiana di ciascuno di noi

Piantiamola di nasconderci dietro la scusa di non essere tagliati per fare qualcosa. Possiamo sempre comunque migliorarci anche di un infinitesimo per tutta la vita. Se nella vita di un atleta esiste un fattore tempo, dettato dall’evoluzione biologica, che spinge al migliorare velocemente e con urgenza, i nostri tempi e i nostri obiettivi possono essere molto più rilassati.
Fate questa piccola cosa: pensate a una minuscola miglioria concreta della vostra routine ed impegnatevi su quella. Il giorno dopo la vostra vita sarà cambiata poco o nulla, ma se ripetete questo esercizio di giorno in giorno, migliorando ogni giorno qualcosa di minuscolo, in un paio di mesi avrete un cambiamento radicale e risultati esponenzialmente migliori. Provate e fatemi sapere



Fonte Immagini
Carlo Ancelotti da Wikipedia

Emerografia Digitale
UbiTennis
Jannik cena con Thiem

Riferimenti Mediatici

Videografia
Intervista di Giacomo Poretti a Carlo Acelotti
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis – Intervista a Furlan
UbiTennis
Served

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Ericsson, A. (2016) Numero 1 si diventa
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Per Approfondire

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Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive

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