In questo ed in qualcuno dei prossimi post riprenderò l’intervista che El Rincon del Tenis selezionato a partire dalle affermazioni di Novak Djokovic sul giusto approccio mentale nel tennis.

Nella recente “intervista” che ho pubblicato, Nole ha toccato diversi punti che abbiamo già approfondito: dalla necessità di concentrarsi sul prossimo punto alla necessità di circondarsi di un team efficacemente supportivo (di cui abbiamo parlato analizzando il momento di Zverev), dal rifiuto di ragionare in termini di talento innato, al disporsi ad anni duro lavoro per allenare anche la mente.
Oggi vorrei approfondire un nuovo spunto: come affrontare i pensieri negativi e i dubbi, prima e durante la performance. Nell’intervista Nole dice una cosa interessante, che possiamo condividere:


 è una battaglia costante dentro di tepiù di quello che succede fuori, Riconosco i miei pensieri e i miei “e se”. E… da qualche anno a questa parte, credo che tutti attraversino questo processo mentale. È solo che non credo sia particolarmente grave. Pensavo che fosse grave. Quindi cercavo di ignorarlo o di bloccarloMa penso che la trasformazione più importante in senso positivo per me sia iniziata quando ho iniziato a riconoscerlo e ad accettarlo come parte di me, è lì, il mio ego è lì. Le mie paure sono lì, tutto è lì. È presente. Ma allora come? Come lo affronterò in un modo che mi aiuti a superarlo, a trasformarlo in carburante positivo che mi aiuterà. 

Djokovic è uno dei giocatori più vincenti nella storia del tennis, e ci sta dicendo che spesso la sua mente è popolata da paure e dubbi. Curioso no? Questo punto è molto importante e vorrei affrontarlo a fondo, introducendovi al pensiero di un grande psichiatra contemporaneo, che trovate sia in libreria, che su Netflix.
Iniziamo dall’inizio. Noi siamo abitati da due grandi istinti contrapposti: quello di crescere e quello di sopravvivere. Sono contrapposti perchè mentre la crescita vuole il rischio, la sfida, il cambiamento, la sopravvivenza vuole la tranquillità, l’anonimato, la prudenza. Nei momenti in cui vorremmo crescere, andare verso esperienze che secondo noi sarebbero utili per un futuro migliore, ecco che l’istinto di sopravvivenza si allarma, mettendoci in guardia dai mille possibili rischi. Questi rischi, questi dubbi, ci si presentano come un muro spaventoso e invalicabile che ci fa una paura fottuta. Una voce dentro di noi ci urla che perderemo, che non siamo in grado, che non è questa la volta buona, che ci esporremo al ridicolo. A quel punto abbiamo una scelta:
*) o ci arrendiamo e torniamo indietro nella nostra comfort zone, accettando implicitamente la sconfitta e mascherandola con pensieri assolutori che valorizzano la prudenza e lo status quo. Se fossimo un tennista potremmo dirci che abbiamo giocato bene, che dobbiamo essere soddisfatti di quanto fatto, che fino ad un certo momento siamo stati bravi, ma poi abbiamo dovuto arrenderci all’avversario oggi più forte.
*) Oppure corriamo verso questo muro, oscuro e pauroso, urlando fatti sotto!. Non dobbiamo pensare a come evitare la paura, ma a come andarci incontro, a come buttarcisi in mezzo e attraversarla. Nel momento in cui ci avvicineremo, avremo una gradita sorpresa: il muro non è consistente come credevamo, è fatto di nuvole di fumo, e nel momento in cui lo noteremo, riusciremo anche a scorgere dietro le nuvole il sole della vittoria.
*) Due accorgimenti: Prima di riuscire a vedere il muro come fumo, occorre un allenamento e una visualizzazione progressiva. Dovete prendervi del tempo quotidiano, e fare l’esercizio di visualizzazione delle paure che più ostacolano il vostro successo, sfidandole e attraversandole. Più sarà vivida e quotidiana la vostra visualizzazione, più sarà probabile la capacità di utilizzare questo strumento durante le fasi più stressanti della vostra giornata.
*) Usate la paura come una bussola che indica paradossalmente il luogo dove andare: se vedete il successo ostacolato da un muro di paure oscure, sappiate che quella è proprio la direzione da prendere, quella è la partita, quella è la sfida. Non abbiate paura dei cattivi pensieri, imparate ad accettarli come parte del gioco, e scoprirete che i dubbi e le paure non sono costanti, ma fluttuano proprio come banchi di nebbia. Prima deciderete di traversarli, prima vi permetterete di abbracciare il successo.

Riferimenti Mediatici

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Herman, T – Il potere del tuo alter ego
Helmstetter, S (2011) What To Say When You Talk To Your Self
Stutz, P e Michels, B (2012) Il Metodo
Wiseman, R. – The As If Principle

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Videografia
Stutz su Netflix
Una meditazione guidata su come evitare l’inversione del desiderio
Il contenuto d El Rincon del Tenis
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served

Per Approfondire

Il prossimo punto
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive

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