Nelle recenti interviste di Vagnozzi e di Sinner colpisce come loro paragonino il tennis mindset al poker. In questo post vedremo meglio i contorni di questa curiosa metafora

In principio fu Vagnozzi in una splendida intervista a Repubblica ad usare la metafora del poker per trasmettere alcuni concetti importanti nel mindset prestazionale.
Dice Vagnozzi: Il nostro compito è trasmettere serenità. Il giocatore in campo ha già abbastanza caos dentro di sé. Nel tennis è importante non dare segnali, nessuno deve sapere cosa provi, neanche l’avversario. […] Anche il linguaggio del corpo va controllato. Quando scendiamo in campo indossiamo quella che io chiamo poker face.
In queste parole abbiamo un ennesima riconferma di quanto l’aspetto mentale conti nel tennis, di quanto sia fondamentale dominare quel caos interiore, fatto di mille dubbi e pensieri distraenti, che popolano la mente di un atleta. Non si tratta di evitarli ma di dominarli, di ridurre il loro spazio fino a liberare energia e pulizia mentale utile ad una buona performance. Abbiamo visto come Djokovic stesso la definisca una battaglia costante dentro di te e abbiamo documentato come sia Alcaraz che Zverev denuncino problemi da questo punto di vista.
Questo dominio interiore si ottiene con l’esercizio mentale, la meditazione e la visualizzazione. Non è tanto importante il contenuto di ciò che si visualizza, ma l’effetto che ottiene: personalmente trovo efficace visualizzare dubbi e difficoltà come una nube scura che viene dissipata da una luce interiore, ma ogni giocatore deve trovare le proprie formule personali.
Jannik, in una intervista al TG1, riprende il concetto, mostrandone il lato attivo: giocare a tennis è come il gioco del poker: quando vedi che l’altro sta facendo fatica e tu lo vedi ti dà la forza.
Uno degli aspetti cruciali di una partita è cogliere segnali del caos interiore dell’avversario: sappiamo che ci sono, perchè sappiamo che sono uguali a quelli che noi stessi proviamo. Il nostro piano partita dovrà includere elementi volti ad identificare ed accentuare i segnali del caos interiore del nostro rivale. Prima di vincere la battaglia tecnica, o forse anche per vincere concretamente, dobbiamo vincere la battaglia mentale.
Ma Jannik ci dice anche un’altra cosa: la difficoltà dell’avversario ti dà forza. In ogni vero campione deve essere presente una sorta di vampirismo energetico tale da trarre forza e piacere dalle difficoltà dell’avversario. Se manca questo, allora poi l’allenamento diventa pesante (Alcaraz) e in partita si perde spesso la bussola (Zverev). Un giocatore cede energia fisica per nutrirsi dell’energia mentale che l’avversario mette in campo.
Anche questo aspetto può essere amplificato da una opportuna visualizzazione: personalmente uso l’idea di vedere la nube scura amplificarsi nell’avversario e la sua energia luminosa fluire a te fino ad incrementare la tua.
Sia chiaro: un vero campione è colui che attorno al match mostra amicizia simpatia e rispetto verso gli altri tennisti e tutto il circuito, ma quando inizia la partita deve sapersi trasformare.
Questo funziona anche nella vita quotidiana di ciascuno di noi
Ognuno di noi sperimenta quotidianamente una propria partita, ed è chiamato a dissipare dubbi e paure in merito al proprio operato. Non cercare di evitare il disagio, ma visualizzarlo come una nube da dissipare con una luce energetica interiore può essere molto utile.
Non dare alle persone intorno troppe informazioni sui nostri tormenti interiori è una abilità che può essere molto utile, non lasciare che la frustrazione maturata altrove pregiudichi il nostro presente è fondamentale sul lavoro e nella vita.
Dedicate allora 5 minuti al giorno alla visualizzazione, magari usando l’immagine proposta della luce interiore e delle nubi scure. Dopo circa un paio di mesi dovreste avere la proprietà di padroneggiarla a dovere e sentirne i benefici nell’esatto momento in cui vi dovesse servire.
Se avete problemi nell’esecuzione dell’esercizio, o se volete maggiori delucidazioni, non esitate a contattarmi
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Riferimenti Mediatici
Emerografia Digitale
UbiTennis
L’intervista di Vagnozzi su Repubblica
Videografia
L’intervista di Sinner al TG1
RedScoreboard su Youtube
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Bibliografia Generale
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open
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