
Mi avete chiesto di commentare queste dichiarazioni di Musetti, che paiono sconfessare quanto andiamo dicendo in queste pagine. Ecco le mie riflessioni.
Riporta la Gazzetta dello Sport: “Un anno fa, di questi tempi, Lorenzo ha deciso di non farsi seguire più da nessuno per l’aspetto mentale. Aveva provato a lavorare con uno psicologo dello sport, ma non sentiva che fosse un lavoro efficace su di lui e, consultandosi con la sua squadra, aveva deciso di sospendere la collaborazione. Casualmente, proprio negli ultimi 12 mesi Musetti è esploso”
Cosa possiamo dedurre da questo fatto? Che il mental coaching non serva, che se ne possa fare a meno? Che si possa vincere comunque?
Io credo non si possa ragionare per estremi, ma occorra contestualizzare:
*) Il mental coaching non è un blocco monolitico di cui si possa dire che funzioni o non funzioni, ma una serie di pratiche, anche molto diverse tra loro, che devono essere sapientemente applicate in determinati contesti assecondando la personalità e gli umori degli atleti.
*) Occorrerebbe ragionare sulla preparazione specifica di chi ha svolto il ruolo di mental coach per Musetti, occorrerebbe vedere quale fosse l’obiettivo del lavoro svolto insieme, occorrerebbe vedere quanta e quale fosse l’applicazione di Lorenzo al lavoro proposto. Prendendo in esame tutte queste variabili potremmo vedere quali siano le esperienze che non hanno funzionato ed impostare un lavoro diverso.
*) I mental coaches postulano l’esistenza di una resistenza mentale alla propria crescita personale, fatta di ansie, paure, condizionamenti culturali, terrore del cambiamento. E’ assolutamente normale che un coach trovi rifiuto e venga respinto… altrimenti non starebbe facendo bene il proprio lavoro. I bravi mental coach devono farsi odiare. Il coach deve trovare il modo di hackerare queste resistenze, entrare in un sistema mentale e spingerlo oltre il mondo del dubbio e della paura. Siamo dunque proprio sicuri che il successo di oggi non sia anche figlio di quella esperienza che Musetti riferisce poco confortevole e da cui si è allontanato? Dobbiamo concederci almeno un ragionevole dubbio.
*) Anche riferendosi al solo Musetti, non possiamo dare un giudizio definitivo: non è da escludere che in altre fasi della carriera torni a servirsi di un preparatore mentale nella speranza che questi ottenga risultati percepiti migliori che in precedenza.
*) La carriera di Musetti è per ora stata un’alternanza di alti e bassi che al momento registra uno dei livelli massimi, coinciso anche con il boost motivazionale dato dalla nuova famiglia. Non possiamo però dimenticare che 18 mesi fa Lorenzo affrontava un momento di grave crisi. Occorre dunque confermarsi ad alti livelli. In ordine a ciò, ritengo che avere comunque al fianco chi possa darci una spinta, non sia una freccia da rifiutare nella propria faretra.
Si può vincere, dunque, senza un mental coach? Ovvio che sì. In campo ci va il giocatore e mette in gioco il proprio allenamento e il proprio talento. A rigore non serve altro.
Si può restare ad alti livelli per più anni senza una adeguata preparazione mentale, aiutata da professionisti qualificati? Su questo sono meno convinto La vita di un atleta, di un tennista in particolare, richiede una grande forza mentale ed è sottoposta a grossi scossoni biografici (eventi personali) biologici (stanchezza, infortuni) e sportivi (sconfitte). Rifiutare un aiuto anche minimo nell’affrontare tutto questo è un rischio che non mi sentirei di affrontare (io ragiono sempre per il bene del tennis come espressione e movimento, Lorenzo farà considerazioni personali di altro tipo).
La semifinale persa a Roma da Alcaraz è indicativa di quanto Lorenzo non sia riuscito mai ad essere in partita mentalmente, nervoso e distratto. Se vuole crescere ancora (non è detto che debba volerlo fare) occorre lavorare tanto sulla disciplina delle proprie emozioni, e, contestualmente, su quella che abbiamo definito poker face
Per cui il mio consiglio è di usare questo momento di particolare grazia per fare una scelta tra diversi professionisti e diverse tecniche in modo da scegliere oggi ciò che potrà essergli utile nei momenti molto più bui.
Sono sicuro che avremo modo di riparlarne, per il momento Forza Lorenzo!
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Riferimenti Mediatici
Fonte immagini
Musetti da Wikipedia
Emerografia Digitale
Musetti e il mental coaching su La Gazzetta
UbiTennis
Videografia
L’intervista di Sinner al TG1
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served
Bibliografia Generale
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open
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