C’è un segreto di Pulcinella, che ad oggi, almeno in Italia, si fatica a digerire. Alcaraz, tennisticamente, sull’incontro singolo è più forte di Sinner. Può essere brutto da leggere per i carota boys e per il pubblico italiano, ma è un dato oggettivo. Lo era prima della squalifica e lo è dopo la squalifica. In questo post argomento questa mia idea.


In un altro post su Alcaraz, scritto due mesi fa, l ho definito il più grande talento in circolazione, quindi, quella che espongo non è una opinione frutto di quanto capitato nella Finale di Roma del 2025. La vittoria di Carlos, semmai è una conferma di quanto già pensavo. Per citare un articolo di oggi di Adriano Panatta: non v’è dubbio che quando Alcaraz riesce a combinare tutte le cose migliori del suo tennis, il livello che riesce a sviluppare è il più alto del circuito.
Un lettore mi ha scritto chiedendo come facciano a stare insieme due miei convincimenti:
il primo che il talento non esista, che il tennis sia solo frutto della velocità con cui si esprimono alcune qualità ad alti livelli, e che per esprimerli ci voglia il giusto mindset e il giusto spirito di sacrificio.
Il secondo che Alcaraz, che non è esattamente l’emblema di mental coaching e applicazione, sia il più forte in circolazione, almeno su terra ed erba (curiosamente).

Rispondo:
*) Siamo di fronte a due ragazzi molto giovani, Carlos e Jan, che ancora possono crescere e migliorare. Pare che, in prospettiva, sia Sinner quello in grado di avere una crescita maggiore, per una questione di mentalità che lo farà  vincere più di Alcaraz nelle loro rispettive carriere, perché è più continuo, sempre citando Panatta.
*) C’è poi il fatto che nei due mesi trascorsi da quando ho scritto il precedente articolo, Alcaraz pare migliorato, almeno rispetto al tema che avevamo individuato: la gestione dei momenti della partita. Jannik invece ha pagato molto l’inattività e si è presentato con qualche imprecisione in più e dei pericolosi passaggi a vuoto di natura psicofisica, che dovranno sparire presto se si vuole mantenere il primato.

*) C’entra in tutto questo la superficie? E’ certamente un fattore rilevante. I dati direbbero che la terra e l’erba sono a favore di Carlos, (anche se i dati di Jan su erba sono molto contrastanti), e il cemento e l’indoor a favore di Jan. Sinner stesso ha individuato nella terra la superficie che ama di meno… Se così fosse, il fatto che ad Jan siano stati preclusi i due mille americani sul cemento e che sia stato costretto a tornare proprio nella parte di stagione che ama di meno, quella sulla terra, potrebbe spiegare il risultato attuale. Se Jan avesse potuto giocare Indian Wells e Miami forse il distacco sarebbe addirittura aumentato, ed oggi parleremmo di una sconfitta fisiologica. Tuttavia non deve essere un alibi che porti a rinunciare ad un miglioramento possibile

Quale futuro attenderci?
Alcaraz dovrà difendere 4090 punti nei due Slam a fronte dei soli 1580 di Sinner. In più Carlos dovrà vincere mostrando continuità: le vittorie di quest’anno nei 1000 di Montecarlo e Roma sono una novità sconosciuta l’anno scorso. Riuscire a bissare in questo momento anche la vittoria dei due slam pare una impresa titanica, che molto potrà dirci dell’avvenuta maturazione mentale dello spagnolo.
Sinner dal canto suo, ammesso che Alcaraz sia in questo momento di un altro pianeta, può puntare alla riconferma ad Halle e alle due finali dello slam, anche se il dover giocare al meglio dei 3 set su 5, potrebbe rappresentare, in questo momento, una difficoltà in più.
Abbiamo sempre detto che il pregio di Sinner è la forza mentale: arrivare in finale contro Alcaraz e sprecare due set point è un buon esempio delle qualità del campione italiano… (Il recente match con Ruud è stato un esempio splendido) E’ ora di recuperare fisicamente (meno debiti di ossigeno durante il match) e tecnicamente (meno errori non forzati per dare alla testa delle buone carte da giocarsi
*) I due però dovranno però guardarsi dal ritorno degli outsider, cito almeno Zverev, Draper e Ruud, (con un Djokovic da non dimenticare mai, almeno per rispetto) che potrebbero farsi ingolosire dai grandi palcoscenici.

In conclusione, si può vincere anche senza un corretto mindset? Abbiamo già risposto affermativamente a questa domanda, ma una mentalità adeguata aiuta certamente a vincere di più e più a lungo a parità di talento.
Mettiamoci comodi e tifiamo per il tennis

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Riferimenti Mediatici

Fonte immagini
Carlos Alcaraz – Ph cc da Wikipedia

Emerografia Digitale
UbiTennis
L’opinione in merito di Adriano Panatta

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments

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Videografia
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UbiTennis
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Per Approfondire

Il prossimo punto
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive

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