In una recente intervista, la campionessa tedesca ha speso delle parole sul tennis come metafora della vita che richiamano i concetti alla base di questo blog, evidenziando, come meglio non si potrebbe, le ragioni che mi spingono a continuare a scrivere. Ho deciso dunque di dare l’importanza che merita a questa dichiarazione, e di considerarla il manifesto stesso di Red Scoreboard

Steffi ha dichiarato:
Per affermarsi nel tennis servono impegno e dedizione. Tutte cose che attraverso il nostro sport puoi imparare e riportare nella tua vita quotidiana.
Il tennis è uno sport molto solitario, mentre sei li che cerchi il modo di prevalere sull’avversario, tu sei solo. Sei solo mentre cerchi di migliorare in questo sport giorno dopo giorno. Questa solitudine ti insegna molto su te stesso, ti insegna a contare solo su te stesso.
Queste parole sono una vera e propria dichiarazione di amore per il tennis, ed il riconoscimento di come un certo mindset, sviluppato nel tennis, sia funzionale anche per un non atleta, impegnato nelle battaglie di tutti i giorni. Allo stesso modo questo blog non vuole essere solo un sito di notizie, ma vuole esplorare la relazione che intercorre tra alcune idee che emergono nel tennis ed il corretto atteggiamento che ciascuno di noi deve tenere nella vita quotidiana.
In particolare, la tennista tedesca propone, attraverso il tennis, un cambio di prospettiva a tre livelli, che in parte riprede i modelli che abbiamo già visto.
Primo livello: la situazione e l’avversario
Il primo livello, ingenuo e comune, si concentra sull’avversario. Vive il gioco come qualcosa di situazionale, di esterno, da fronteggiare. Ecco dunque l’attenzione a fattori come l’umidità e la superficie, le caratteristiche dell’avversario e i suoi punti deboli. E’ una foto della realtà come mi si presenta, sono dati piuttosto oggettivi che paiono indipendenti al mio sguardo. Dobbiamo imparare a non ragionare per estremi, ma concentrarci su piccoli dettagli che possono essere modificati e sfruttati
Anche nella nostra vita quotidiana le cose da fare paiono qualcosa di esterno, di dato, di situazionale, e anche noi tutti i giorni alterniamo giorni in cui ci sembra di non aver nulla da fare, ad altri in cui ci sentiamo sommersi. Dobbiamo imparare a non ragionare in questo modo, ma addestrarci a cogliere in ogni situazione quali siano gli elementi che ci consentano di agire per il meglio in prospettiva.
Secondo livello: le mie capacità
Ma presto la prospettiva cambia e il problema diventa mio: la domanda non è più incentrata su quali siano i punti deboli dell’avversario, ma ci si concentra su quali siano, tra le abilità che posseggo, quelle utili ad uscire vincitore da quella determinata situazione. E’ ovvio dunque che più le mie capacità saranno intensivamente profonde ed estensivamente varie, maggiore sarà la mia probabilità di vittoria in una determinata situazione. L’allenamento serve appunto a questo: ad aumentare il mio bagaglio di possibilità, intensivamente ed estensivamente, per fronteggiare la situazione.
E tu? Stante il fatto che il tuo lavoro ti solleciti un certo numero di abilità, come ti prepari per affrontarle? Come investi sul miglioramento di aspetti che possano essere utili nel quotidiano? Molta gente non ci pensa, ma è un aspetto cruciale.
Terzo livello: l’approccio mentale
Infine conta ciò che succede nell’ultimo livello di questo triplice cambio di prospettiva, che è, di fatto, una regressione dall’esterno verso la parte più intima di noi stessi. E’ questa quella che Steffi ha chiamato una esperienza di solitudine. Si è chiamati a guardarsi dentro e a disciplinare quel caos di cui diceva Sinner. Bisogna essere a capaci a concentrarsi solo sul prossimo punto, lasciandosi scivolare addosso ansie e paure. Bisogna trovare in sé quella giusta componente di rabbia e autoaffermazione che permetta di emergere.
Non è facile trovare questo giusto feeling interiore, fatto di concentrazione ed istinto di autoaffermazione, ma esiste un allenamento specifico per ottenere un buon risultato.
E tu? Hai mai provato a stare con te stesso? A fare quell’esperienza di solitudine? A controllare i pensieri negativi e a trovare in te il giusto focus per vincere la tua giornata?
Ci sono esercizi specifici in cui puoi allenarti, se vuoi saperne di più contattami, è gratis!
Continuate sul nostro libro L’arte dell’Agenda
Riferimenti Mediatici
Fonte Immagini
Videografia
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served
L’intervista a Steffi Graf
Bibliografia Generale
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open
Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog
Per Approfondire
Il prossimo punto
Alcaraz: il tennis può diventare schiavitù?
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive
Passione, mentalità, lavoro, vittorie: Rafa!
Sinner e la metafora del poker
Ingaggia Nole come tuo mental coach personale
Leave a comment