Abbiamo tutti sentito parlare in questi giorni della debolezza e della fragilità di Zverev, (ex?) campione che non sa più vincere e che dice di stare attraversando un periodo di forte depressione. Tra tutti i commenti un po’ banali e poco qualificati sulla vicenda, segnaliamo l’opinione controcorrente della filosofa e psicoterapeuta Agnese Scappini, che abbiamo avuto modo di intervistare. I dettagli in questo post.

La dottoressa Agnese Scappini, filosofa e psicoterapeuta di Perugia, in un articolo recentemente apparso sull’ Huffington Post, ha messo in guardia da una cattiva narrazione, da un sistema che chiede agli atleti una performance robotica, incentrata su una idea ossessiva di perfezione, da un mondo che sembra considerare  distacco emotivo, assenza di empatia, sadismo, come elementi essenziali della performance, derubricando a fragilità e debolezza ogni elemento che paia discostarsi da questo discutibile standard. E se così non fosse? Se quell’idea del robot, della perfezione, del distacco emotivo, non rappresentassero la salute di un atleta, ma una sua patologia? Se l’ansia e la depressione che denunciano Zverev e Rublev, non fossero debolezza ma il campanello d’allarme, segno che si sta andando nella direzione sbagliata?
Abbiamo chiesto alla dottoressa Scappini alcune delucidazioni:
Dottoressa, può darci il suo parere qualificato sui problemi che sta affrontando Zverev?
AS: Ho scritto l’articolo per cui lei mi ha contattato per sostenere, contrariamente a quanto si è letto sui giornali, stress ansia e depressione, il malessere denunciato da Zverev, non sono fragilità, sono sintomi. Coloro che provano questi sintomi non sono fragili, si sentono fragili. Chiariamo meglio per i suoi lettori:
Lo stress è una reazione naturale del nostro organismo, che si attiva quando cambiano le condizioni o interne o esterne a noi. Sarà un buono stress, se riesco ad adattarmi, oppure un distress se non riesco.
L’ansia subentra quando lo stress è troppo forte per il mio organismo, ma io, per un qualche motivo, non riesco a uscire da quella situazione, e allora inizio a vivere uno stato di paura generalizzata, tutto mi fa paura.
La depressione infine subentra quando io non solo non riesco ad uscire da questa mia condizione ma perdo anche la speranza di poterne uscire in futuro, perchè sento che quello che sto vivendo è troppo più grande di me.
Se capisco bene questa è allora una esperienza piuttosto comune, che può capitare a un top player di tennis così come ad una persona qualunque….
AS: Non c’è differenza tra i due nelle dinamiche interne da strutturare. Quelle che ho descritto non sono fragilità ma sintomi che c’è qualcosa che non va, non solo in me, ma anche nel mio ambiente. Come scrivo nell’articolo, quando Zverev espone le sue “nuove” difficoltà, quelle che riguardano sempre meno il corpo e sempre più l’anima, non stanno mostrando fragilità. Stanno esibendo una profonda forza, la forza di un’anima che ha il coraggio di farsi vedere nella sua autenticità, rifiutando di conformarsi a un ideale disumano di perfezione.
Quindi se avesse davanti Zverev ora, cosa gli direbbe?
AS: Che per uscire da una situazione simile non serve il coaching, e neanche le teorie sulla performance. Bisogna tornare a stare in contatto profondo con noi stessi, e per poterlo fare serve la psicanalisi, perchè lo si apprende a fare solo tramite un altro.
E come?
AS: In psicanalisi non esistono vie a protocollo codificato, ognuno deve fare il suo percorso e per ciascuno c’è un percorso.
Come convivere, nel caso di Zverev, con l’idea di essere stato a tanto cosi dal successo e non averlo ottenuto?
AS: Nessuno può vincere, se non accetta di perdere.



Contatta la dottoressa Scappini
Il sito di Agnese Scappini
Il Canale Youtube di Agnese Scappini

Emerografia Digitale
L’articolo di Agnese Scappini
UbiTennis

Videografia

RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served
Tennis Insider Club

Monografie sul tennis
Agassi, A (2015) Open
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo


Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Per Approfondire

Balaguer: Nadal, un fuoriclasse della forza mentale
Jan e il rischio Acab: allontanati Panichi e Badio
Passione, mentalità, lavoro, vittorie: Rafa!
Ingaggia Nole come tuo mental coach personale
Cercasi un serio mental coach per Zverev
Perchè Sinner sta perdendo: the Competence / Confidence Loop
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive

Leave a comment

Trending