
In un recente articolo per El Pais, Toni Nadal, celebre allenatore di suo nipote, il grandissimo Rafa, ha offerto alcuni spunti di riflessione sulla finale di Wimbledon 2025, che riecheggiano, in buona parte, quanto avevamo già esaminato, con qualche spunto interessante in più, tipico di una mente così acuta come quello dell’allenatore spagnolo. Vediamo meglio.
*) Anzitutto Toni Nadal dice che, per quanto stiamo parlando di due grandissimi atleti, dotati anche, se non soprattutto, di una incredibile forza di concentrazione, entrare nel giusto flusso mentale adatto per la partita, è una cosa molto complicata.
Secondo Toni è stato Jannik per primo ad accusare un certo nervosismo, non riuscendo ad entrare subito in partita e perdendo il primo set.
*) Quello è stato il momento decisivo del match:
Jannik ha dovuto affrontare i fantasmi del Roland Garros, il forte dubbio che la storia si ripetesse, che Carlos, che aveva vinto gli ultimi incontri, fosse davvero più forte, idea che cominciava a farsi strada nella mente di Toni Nadal, come in quella di molti appassionati.
Carlos avrebbe dovuto mantenere la calma, non forzare e attendere, allontanare l’ansia di una vittoria vicina e continuare a giocare con determinazione e concentrazione. In quel momento… doppio fallo Alcaraz! Così come Jannik ci ha insegnato quanto sia difficile entrare nel giusto ritmo partita, Carlos ci ha insegnato quanto sia difficile sintonizzarsi mentalmente alle varie fasi della partita. L’intera inerzia del gioco in quel momento è cambiata. Come scrive bene Toni da quel momento in poi, è stato Carlos a non riuscire ad affrontare la situazione. Ha abbassato un po’ l’intensità, ha mostrato un gioco più intermittente e irregolare e ha iniziato a perdere fiducia nelle sue possibilità di vittoria. […] Al contrario, l’italiano […] ha iniziato a essere più solido, […] Quando Sinner riesce a imporre il suo ritmo altissimo e costante, le possibilità di vittoria dei suoi avversari, comprese quelle di Carlos, diminuiscono drasticamente.
In più, anche Toni mostra di condividere l’idea, che abbiamo spesso mostrato in queste pagine, che in una performance entra in gioco un circolo (vizioso o virtuoso) di confidenza e competenza L’aspetto mentale, la confidenza, si alterna e compenetra spesso con l’aspetto tecnico del gioco. Noi avevamo sottolineato il declino di rendimento percentuale di Alcaraz rispetto alle due precedenti finali con Sinner (Roma e Parigi) ma anche rispetto alla seminale con Fritz. Alla nostra analisi Toni aggiunge anche una considerazione tattica, denunciando un grave errore di Carlos: mettendo un attimo tra parentesi i problemi al polso di Jannik, Dimitrov ha dimostrato che uno dei punti deboli di Sinner è il soffrire le variazioni di ritmo e di soluzioni tattiche. Dimitrov ha avuto la qualità per portare a casa due set continuando a variare stile e soluzioni di gioco, poi non ha avuto il fisico per portare in porto questa felice intuizione. Carlos, dal canto suo, avrebbe avuto sia le capacità tecniche che le doti atletiche per replicare una simile tattica, ma colpevolmente non l ha fatto. Questo, secondo Nadal, è stato un gravissimo errore, che è costato ad Alcaraz la finale.
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Riferimenti Mediatici
Fonte immagini
ph cc: Toni Nadal,da El Pais
Emerografia Digitale
L’articolo di Toni Nadal su El Pais
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Videografia
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RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
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Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
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Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Hardy, D. (2010) – Effetto cumulativo
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
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Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
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