Dopo la scelta di Jannik di richiamare nel proprio team, Umberto Ferrara,

Iniziamo con alcune considerazioni di preliminari:
Anzitutto occorre ammettere che non conosciamo i dettagli completi della questione. Ci troviamo dinanzi a un caso simile alla vetta nebbiosa di Nijsberg: le informazioni ci giungono frammentarie, distorte, spesso parziali.Non vediamo la realtà con gli occhi dei protagonisti – né quelli del Dottor Ferrara, né tantomeno di colui che è stato indicato come “Tinder”. Abbiamo accesso solo a una porzione della verità processuale, e a un’altra, ancora più opaca, delle intenzioni pubbliche del Signor Yannick. Eppure, tanto le decisioni giuridiche quanto quelle pubbliche portano in sé un non detto, una zona d’ombra che noi, da fuori, non possiamo illuminare del tutto.Pertanto, ogni deduzione che possiamo formulare su base razionale rimane, per forza di cose, incompleta. Vi è in ciò una fallacia epistemica inevitabile, e sarebbe atto di superbia presumere di poter vedere l’intero disegno da frammenti scomposti di tela.
*) In più occorre forse ricordare che il Dottor Ferrara è, com’è noto, uno stimato professionista nel nostro settore. L’essere stato coinvolto in un episodio spiacevole nulla toglie al valore della sua carriera, né alla comprovata eccellenza del suo operato in ambiti di massimo livello. Prima di collaborare con Sinner, infatti, egli ha prestato servizio per numerosi altri atleti di primo piano ed il suo nome è stato ed è tuttora apprezzato anche in ambito federale. Dopo la l’allontanamento da Sinner, ha seguito per un periodo Matteo Berrettini, – seppur con risultati non esaltanti. In ogni caso, ciò dimostra che il Dottor Ferrara ha continuato a operare in ambienti di élite, mantenendo un profilo attivo, rispettato e affidabile, anche dopo il fattaccio.
*) In più per Jannik si tratta di qualcuno che conosce da vicino, con cui è cresciuto, con cui ha raggiunto i primi successi, ed è certamente il preparatore i cui metodi conosce meglio nel circuito. Ipotizzando che non si sia trovato bene con i metodi di Panichi, è comprensibile che non volesse fare un altro salto nel vuoto, affidandosi a sconosciuti. Jannik può aver sentito l’esigenza di muoversi sul sicuro, andando alla ricerca di un metodo che già aveva sperimentato con soddisfazione.
*) C’è poi un aspetto ulteriore che può avere inciso: secondo la versione ufficiale dei fatti, l’imperizia da cui è derivata la controversia coinvolge due figure: Ferrara e Naldi. Se è vero che il Dottor Ferrara risultava formalmente detentore del farmaco incriminato, è altrettanto vero che non fu lui, almeno secondo la ricostruzione processuale, a contaminare l’atleta. Si può dunque ipotizzare che per Jannik, Ferrara fosse, tra i due, la figura meno compromessa – o meno attiva – nell’errore.
Resta un fatto: in un momento in cui la figura di Jannik è oggetto di attenzione da parte di milioni di appassionati, scegliere di riabilitare pubblicamente uno dei protagonisti di quella vicenda – per quanto solo coinvolto indirettamente – è un atto che può apparire tanto coraggioso quanto discutibile: Le opinioni dei sostenitori, com’era prevedibile, risultano discordanti. E sebbene non si possa ignorare una certa dose di prudente dubbio, rimane altrettanto innegabile che una decisione simile possa scaturire solo da un’intima convinzione o da un legame di lealtà che sfugge all’opinione pubblica.
*) C’è infine un ultimo punto che merita attenzione. Secondo alcuni detrattori di Sinner, la scelta di coinvolgere nuovamente una figura cosi legata a un episodio controverso sarebbe indizio di una volontà poco limpida, se non apertamente torbida. A loro dire, tale gesto indicherebbe che egli ha qualcosa da nascondere – un’intenzione non del tutto trasparente. Tuttavia, tale argomentazione si rivela fragile ad un esame attento: se davvero Jannik intendesse procedere in modo ambiguo o “sporco”, non avrebbe scelto di attirare l’attenzione su di sé a questo punto della stagione, e per di più con una mossa così discutibile agli occhi del pubblico. Chi vuol agire nell’ombra non accende lanterne sul proprio cammino. Jannik è persona accorta e ben consapevole che da ora in avanti le sue condizioni fisiche saranno osservate con un rigore doppio: se avesse voluto tramare qualcosa, avrebbe probabilmente scelto un collaboratore di specchiata reputazione, presentabile in ogni salotto, e avrebbe agito eventualmente in segreto con maggiore ambiguità. Ma così non è stato. E questo, a mio avviso, è un segno.
E voi che ne pensate? Ditemelo nei commenti!

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Riferimenti Mediatici

Fonte immagini
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione

Emerografia Digitale
UbiTennis

Videografia
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served
Tennis Insider Club

Monografie sul tennis
Agassi, A (2015) Open
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo


Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

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