Ph cc da Ubitennis e Roland Garros

Dedico questo post a uno dei temi del momento: le intemperanze verbali di Lorenzo Musetti. Da più parti sento affrontare la questione da un punto di vista morale, e non è proprio la prospettiva di un mental coach, che invece caratterizza questo blog. Le domande che pongo in questo post sono due: 1) la prima: esternalizzare in quel modo la rabbia è utile ad un qualsiasi giocatore di tennis? 2) Quel tipo di rabbia giova alle prestazioni del singolo atleta, Lorenzo Musetti? Cercherò di rispondere a questi interrogativi nelle prossime righe.

La rabbia migliora le prestazioni sportive?
a) Da un punto di vista scientifico, la questione è posta in maniera troppo superficiale: se è abbastanza chiaro cosa voglia dire essere arrabbiati, e quali ne siano gli indici fisici e biologici, è molto meno chiaro quali ne debbano essere gli esiti. Una cosa è infatti se la rabbia mi permette di colpire più forte, muovermi più velocemente, sentire meno la fatica – quindi se il superiore apporto energetico viene incanalato in azioni utili alla prova – un’altra è se urla, bestemmie, strepiti e racchette rotte non orientano l’energia alla prova, ma la disperdono, dilapidando risorse fisiche e attentive che avrebbero dovuto essere impiegate in maniera più proficua.
b) Un ulteriore elemento sensibile di discrimine è il tipo di sport. La rabbia può essere molto utile in uno sport di contatto, ma il tennis non lo è.
b1) Il tennis è uno sport in cui conta una precisione millimetrica in gesti che vanno ripetuti a livelli di eccellenza per diverse ore. Nel tennis contano i millimetri, e l’elasticità muscolare che permetta una flessibilità tale da colpire la palla nella maniera più ottimale possibile. Se la rabbia pare possa fornire un qualche vantaggio in termini di forza, velocità e resistenza, pare essere altamente penalizzante per quanto riguarda la flessibilità e la precisione.
b2) per di più, il tennis è uno sport di strategia e tattica. Non conta solo chi tira più forte, ma anche, e soprattutto, chi sa adattare meglio il proprio gioco alle sollecitazioni del momento, sa capire cosa funzioni meglio nel proprio gioco quel giorno, quali siano le variabili ambientali da tenere in considerazione (vento, umidità, resa della superficie, luce) e quali debolezze da sfruttare stia palesando l’avversario in quel momento.
Sia detto per inciso, ciò che rende Alcaraz numero uno in questi mesi è proprio una maggiore variabilità di gioco e una migliore capacità di adattarsi a situazioni diverse.
Per tutto questo ci vuole una lucidità mentale e un’attenzione ai dettagli che sono incompatibili con una rabbia che spesso spegne la luce mentale, rendendo ciechi alle variabili ambientali.
b3) Infine il tennis, come ci ricorda la professoressa Balaguer, non è il sollevamento pesi, non è i 100 metri piani, non è un tuffo, non è un salto… La performance di un tennista non si esaurisce in un minuto ma dura diverse ore, alternando prestazione e riposo in sequenze piuttosto brevi. Questa ritmica alternanza va gestita e modulata con precisione in modo che la mente sia libera da elementi disturbanti durante il gesto tecnico. È un ritmo basato sulla gestione delle energie, sulla concentrazione e sulle percentuali di resa sul lungo periodo. La rabbia è incompatibile con queste sequenze e comporta un andamento molto più altalenante, che, il più delle volte, nell’economia di un’intera partita, si rivela deficitario.

Per tutte queste ragioni, a prescindere da considerazioni di carattere morale, questo deficit di autocontrollo penalizza fortemente le prestazioni di Musetti, cui auguriamo di mitigare queste asperità caratteriali, affinché il suo talento tennisticamente cristallino non venga sprecato.

Continuate sul nostro libro L’arte dell’Agenda

Riferimenti Mediatici

Videografia

Gonzo Tennis
UbiTennis
Served – Il podcast di Andy Roddick
Tennis Insider Club
Advantage – Il podcast di Jimmy Connors

Monografie sul tennis
Agassi, A (2015) Open
Bernardini, A. (2009) Lo zen e l’arte di giocare a tennis
Blake, J (2007) Breaking Back
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo


Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Hardy, D. (2010) – Effetto cumulativo
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Per Approfondire

Balaguer: Alcaraz, Sinner e la gestione della frustrazione
Sinner e la metafora del poker
L’enigma Philly: sicuri che l’emergere di Andrè Agassi sia stata una questione di Talento?
Ingaggia Nole come tuo mental coach personale
Il coraggio e l’insegnamento di Alexander Zverev
La lezione di Rublev: non si può fuggire da se stessi
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive
Ad oggi Alcaraz è più forte di Sinner

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