
Jannik Sinner ha vinto meritatamente, e senza perdere un set, il torneo ATP 100 di Parigi. Complimenti.
Detto questo, mi siano consentite alcune considerazioni:
*) La vittoria di Jannik non sorprende. Che Sinner sul cemento indoor abbia una superiorità imbarazzante rispetto agli avversari, non è cosa che scopriamo oggi. Così come non sorprende il letargo di Alcaraz, che tradizionalmente si eclissa nei mesi invernali (liberissimo di smentirci la settimana prossima a Torino).
*) Anche il tanto strombazzato primato nella classifica mondiale, per quanto benvenuto, non deve scaldare gli animi. Sinner ha di fronte a se da difendere circa 4000 punti in classifica (quattro volte quelli di Alcaraz, e vero motivo per cui non partecipa alla Davis). Pensare che riesca nell’impresa è problematico, anche se glielo auguriamo.
*) A mio avviso invece, i segnali confortanti per Jannik sono altri due: primo fra tutti è l’aver riconquistato un po’ di sicurezza, che si riscontra nei maggiori rischi presi durante le partite, e nella minore durata delle stesse. Il confidence competence loop. di cui abbiamo parlato a suo tempo, pare essere tornato a livelli positivi.
*) Ma, su tutti, il vero motivo che pare confortante dal lato Sinner è che pare abbia capito come migliorare, facendo di quel Non sarò mai come Alcaraz, che gli abbiamo sentito dire un paio di mesi fa, un valore e non un difetto. Se Sinner vorrà tornare a primeggiare, dovrà farlo offrendo la migliore versione di sè, del suo modo di intendere il tennis e le partite. Sarebbe un grave errore quello di voler diventare una brutta copia di Alcaraz, non avendo le caratteristiche per un gioco simile. Pensare invece di inserire maggiormente il contropiede, il rovescio lungolinea, e migliorare le percentuali di prime, paiono un programma più in linea con le caratteristiche dell’altoatesino.
Due parole su Alcaraz: fermarsi un paio di settimane, ricaricando le pile in vista delle Finals, soprattutto in considerazione dell’infortunio al piede e dello stato di forma non certo fresco dei due competitors diretti Zverev e Sinner, può essere stata una scelta saggia, anche se ha voluto dire perdere temporaneamente il posto da numero uno.
Però il rendimento a Torino dovrà essere degno del miglior Carlos: se non dovesse far meglio dell’anno scorso, e ci vuole poco, confermerebbe qualche dubbio sulla sua continuità, e sarebbe un vero peccato, visto il campione che è. Sono però certo che a Torino rivedremo il miglior Carlos, e che ci godremo delle Finals di tutto rispetto.
Sarebbe bello, da italiano, registrare la partecipazione al torneo anche di Musetti, ma lo stato di forma di Lorenzo, al momento, non sembra tale da garantirgli un posto a Torino, sempre sperando che quest’ultima settimana possa smentirmi, anche se non credo.
Invece di prendercela con Sinner per la sua legittima scelta di non prendere parte ad una competizione, la Davis, che ha già vinto due volte, penso che dovremmo riflettere su un momento un po’ strano del tennis italiano: mai come in questo momento abbiamo fior di talento dietro Sinner (Musetti, Berrettini, Cobolli, Sonego e altri), ma mai come ora gli atleti citati paiono vivere un momento di collettivo appannamento. Sarebbe opportuno capire le ragioni di una tale situazione, ma questo è argomento per un altro post.
Per oggi godiamoci la vittoria di Sinner: Complimenti Jan ti aspettiamo a Torino!
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Riferimenti Mediatici
Videografia
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Bernardini, A. (2009) Lo zen e l’arte di giocare a tennis
Blake, J (2007) Breaking Back
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo
Bibliografia Generale
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Hardy, D. (2010) – Effetto cumulativo
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
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