Un terremoto scuote il mondo del tennis: Carlos Alcaraz e Juan Carlos Ferrero si separano. La sconvolgente notizia, totalmente inattesa, ha dato origine, come è ovvio che sia a una ridda di voci, tuttora incontrollate. Vediamo di fare chiarezza

immagine da Ubitennis.com

Il giocatore numero uno del mondo si separa dall’allenatore dell’anno, dopo una stagione che l’ha visto tornare ai vertici e vincere 2 slam.
*) Letta così, pare difficile trovare una logica in questa decisione: di fronte ad una stagione molto difficile per il Murciano, un 2026 che richiederà un numero enorme di conferme per restare numero uno, chiunque vorrebbe assicurarsi i servigi del miglior allenatore del mondo…
*) Pare invece che Alcaraz abbia offerto uno strano e tardivo contratto al ribasso a Ferrero, senza margini di trattativa. Se questa indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di una decisione presa da tempo, e di una modalità capestro, messa in atto solo per far sembrare responsabilità di Ferrero la mancata volontà di continuare
I] Da un certo punto di vista nulla di strano: è piena facoltà del numero uno del mondo scegliersi i collaboratori, e, se Carlos ha deciso di forzare un cambiamento, avrà preso una decisione ponderata alla luce di dinamiche interne a noi ignote.
*) Possiamo aggiungere che Alcaraz del resto non rimane affatto privo di guida tecnica, avendo promosso a capo allenatore quel Samuel Lopez, anch’egli premiato come migliore allenatore dell’anno, che già nel 2025 è stato nell’entourage di Carlos. Potrebbe non essere azzardato dal punto di vista dello spagnolo lasciare più spazio a una figura professionale il cui impatto sulla stagione ha reputato più incisivo.
*) Senza contare che Carlos, proprio in vista di una stagione molto complicata alle porte, può aver sentito l’esigenza di un segno di discontinuità che lo porti ad approcciare in maniera diversa tornei ed allenamenti
*) In quest’ottica potrebbe voler avvalersi di una nuova figura, di comprovata esperienza, da affiancare a Lopez.
II] Tutto questo premesso, il timing della decisione pare in ogni caso molto azzardato e tardivo.
*) Se davvero lo slam australiano è uno dei veri obiettivi della stagione dello spagnolo, un cambio di guida tecnica a meno di un mese dall’inizio pare un po’ azzardato.
*) Senza contare che la prima parte di stagione dovrebbe essere l’unica in cui Carlos potrebbe davvero migliorare, mettendo punti in cascina in vista di un periodo Marzo Ottobre in cui non dovrebbe sbagliare quasi nulla: sperimentare prima di un momento del genere non è mai consigliabile.
*) Il mese di dicembre lontano dai campi è infatti un periodo cruciale nella vita di un tennista professionista, in cui si dà spazio alla pianificazione e alla preparazione fisica. Ricordiamo a tal proposito le parole con cui Sinner ha rifiutato la partecipazione in Davis “perdere anche solo una settimana in preparazione della nuova stagione può essere molto grave”. In quest’ottica la perplessità pare motivata
III] Per questo le malelingue si sono lasciate andare ad ogni tipo di considerazione: chi parla di condizioni di salute precaria di Ferrero, con relativa smentita dell’interessato, chi di un Carlos insofferente alla disciplina eccessiva imposta dal suo storico allenatore, o restio a scucire l’assegno consistente che il miglior allenatore del mondo merita, chi in ultimo vede la famiglia del murciano contro l’allenatore, in lite per la pretesa di Carlos di allenarsi in un centro sportivo appositamente costruito vicino a casa. Ma sono solo voci, la verità la conoscono solo gli interessati, ed è giusto che sia così.
IV] La stampa si è infine spesa per trovare dei precedenti da accostare al caso presente, ma è un giochino che lascia il tempo che trova: per ogni Sinner che migliora lasciando Piatti per Vagnozzi e Cahill (febbraio 2022), possiamo pensare ad uno Zverev, a uno Tzitzipas o a una Paolini che nel 2025 hanno cambiato sperando di migliorare ed hanno invece iniziato una dolorosa odissea.

Sia come sia, a noi non resta che alzare un sopracciglio e tifare per il tennis, augurando il meglio ad uno dei più grandi talenti che la storia di questo sport abbia mai conosciuto.

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Riferimenti Mediatici


Fonte Immagine
UbiTennis

Videografia
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served – Il podcast di Andy Roddick
Tennis Insider Club
Advantage – Il podcast di Jimmy Connors

Monografie sul tennis
Agassi, A (2015) Open
Bernardini, A. (2009) Lo zen e l’arte di giocare a tennis
Blake, J (2007) Breaking Back
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Hardy, D. (2010) – Effetto cumulativo
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

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Per Approfondire

Balaguer: Alcaraz, Sinner e la gestione della frustrazione
Sinner e la metafora del poker
Taylor Fritz e il dilemma del ginecologo
Ingaggia Nole come tuo mental coach personale
Il coraggio e l’insegnamento di Alexander Zverev
La lezione di Rublev: non si può fuggire da se stessi
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive
Ad oggi Alcaraz è più forte di Sinner

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