
Se volete torturare un time designer potete farlo dicendo semplicemente non ho tempo. Il non avere tempo è una delle più grosse bugie del tempo contemporaneo, che ha avuto la sfortuna di essere socialmente premiata. Chi dice di non avere tempo sembra impegnato, sembra importante e gode di una sottile stima sociale, conferita quasi all’unanimità, ad eccezione dei poveri time designers, che sentono affermazioni di questo tipo come pugni nello stomaco. In questo post provo a spiegare perchè raccontandovi la mia giornata con Bruno. Si tratta di uno degli interlocutori che mi ha contattato perchè, a suo dire, è oberato di lavoro e non sa più dove sbattere la testa. Mi ha chiesto qualche trucco per migliorare e io gli ho chiesto di passare una giornata insieme in videocall. Eccovi la trascrizione di un nostro dialogo.
h 7:50
R: Ciao Bruno, buongiorno. Cosa hai da fare oggi?
B: Ho tanto lavoro, non te ne fai una idea, qui è un inferno!
R: Ok ma cosa devi fare nello specifico?
B: Non lo so, avrei tante di quelle cose da fare che non so da dove cominciare
R: Ma non le hai scritte da qualche parte?
B: No. A cosa serve, perdo solo tempo, tanto sono sulla mia scrivania e so che le devo fare.
Primo errore l’agenda non serve solo per ricordare le cose, ma anche per disporre i carichi di lavoro durante la giornata. Per iniziare a lavorare tranquillamente devi avere ben presente nel dettaglio cosa farai nelle prossime due ore. L’estrema chiarezza aiuta a programmare il cervello per la sequenza d’azioni. Attivi la memoria procedurale e scarichi sia quella dichiarativa che quella emotiva, alleggerendo di gran lunga il peso del compito.
R: Ecco Bruno, prendi un banale foglio di carta con una penna e scriviti in sequenza le cose da fare.
B: Un foglio di carta? Certo che sei un tipo strano, ti atteggi tanto da time designer, e poi mi parli di foglio di carta?
R: Bruno, il nostro obiettivo è che tu faccia le cose, non che vinca una gara di calligrafia
B: Ok allora ecco: (nomina cose da fare che simboleggio con lettere) A C D B… no forse è meglio ABCD perchè risparmio tempo.
R: Vedi? Scrivendole, guardandole, hai già fatto una correzione utile alla sequenza, che altrimenti non avresti visto. Ok quanto tempo oggettivamente pensi di impiegare nel farle?
B: viste cosi sembrano semplici, direi 90 min.
R: Ok, ci vediamo tra due ore e facciamo il punto.
h 10
R: Allora Bruno come va? Fatto?
B: Ho fatto la A, perchè ho implementato il mio sistema di organizzazione usando il programma XYZ, lo conosci?
R: Sì, ma non ti sarebbe bastato il foglietto?
B: e se poi si perde? Con questa app posso fare tutto, mi sto segnando persino il compleanno di mia suocera…
R: Quand’è?
B: Tra sei mesi
R: E che ti serve segnarlo ora?
Secondo errore Applicarsi a un lavoro è una richiesta di spesa importante per l’economo nel nostro cervello che, costruito in un mondo primitivo in cui c’era da risparmiare risorse per la sopravvivenza. L’economo, per risparmiare, ci fa venire in mente ogni sorta di attività alternativa, che comporti una spesa energetica minore. Una volta scritti ABCD bisogna farli, guardando con sospetto ogni seducente pensiero alternativo.
R: Vabbeh, ci vediamo tra un paio d’ore, e ne riparliamo.
h 11.30 Bruno mi manda una barzelletta via chat
h 12
R: Allora Bruno, finito?
B: No, i colleghi mi hanno invitato per il caffè e non potevo rifiutare, poi Sandra, una mia collega, ci ha raccontato delle sue vacanze….
R: Vabbeh fallo ora…
B: Ora? Ora no perchè devo andare a pranzo con i colleghi. Ci sentiamo alle 14 e avrò fatto tutto
h 14
R: Allora Bruno, come andiamo?
B: Una mangiata eccezionale, hanno servito dei tortelli al ragù bolognese davvero squisiti, e poi un tiramisù…
R: le cose da fare?
B: Sono troppo pieno… ne riparliamo domani… ho un abbiocco…
Terzo errore Se siete nel mezzo di compiti operativi l’assunzione di cibo deve essere funzionale all’azione, altrimenti un eccesso di calorie vi sottrarrebbe energie preziose che non potrete destinare al compito
B: Comunque, se ti devo dire, pensavo fossi più utile… alla fine non hai detto niente di cosi spettacolare, tranne lo scrivermi le cose da fare su un pezzetto di carta… me l’avrebbe detto anche mia nonna… per il resto non mi hai insegnato a far nulla….
Quarto errore: Bruno ha dato la colpa a me, senza accorgersi di quanto sia stato vittima dell’economo primitivo nel suo cervello, che gli ha mandato una serie di voci di sirena per impedirgli di svolgere i compiti (app utile, social, colleghi, cibo invitante).
Il segreto è fare come Ulisse: non tentare di resistere alle sirene, ma riconoscerne il pericolo e mettersi nella condizione di non sentirle
Continuate sul nostro libro L’arte dell’Agenda
Riferimenti Mediatici
Videografia
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served – Il podcast di Andy Roddick
Tennis Insider Club
Advantage – Il podcast di Jimmy Connors
Monografie sul tennis
Agassi, A (2015) Open
Bernardini, A. (2009) Lo zen e l’arte di giocare a tennis
Blake, J (2007) Breaking Back
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo
Bibliografia Generale
Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Hardy, D. (2010) – Effetto cumulativo
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open
Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog
Per Approfondire
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