Mentre i pallettari della domenica si preoccupano della nuova fidanzata danese di Sinner (congratulazioni), una notizia lascia molto perplessi gli appassionati: due giocatori tradizionalmente erbivori fermi ai box per infortuni in sequenza. E’ solo sfortuna? E’ solo un limite fisico? Ne discuteremo in questo post.

Causa infortuni il Tennis Team Italia ha già perso 575 punti. 420 sono la triste tassa pagata da Musetti per la mancata partecipazione a Stoccarda (SF 2024) e al Queen’s (F 2024), 155 quelli di Matteo, che non può difendere la finale raggiunta a Stoccarda 2025.
La circostanza negativa è solo l’ultima di una serie: Matteo è stato costretto ad abbandonare il campo a Roma, la sua città, dove era carico di motivazioni, e Lorenzo ha dovuto arrendersi ad Alcaraz in finale a Montecarlo e in semifinale al Roland Garros quando, in entrambe le occasioni, era in vantaggio di un set.
E’ solo sfortuna? Ragioniamoci.
-) E’ innegabile che la dea bendata non sorrida ai due sportivi italiani, ma, se inscriviamo un evento negativo all’interno di una serie, allora la fortuna pare avere un ruolo sempre più marginale.
-) Anche se in questa epoca storica risulta antipatico parlarne, il tennis contemporaneo richiede e sollecita alcune caratteristiche fisico atletiche che non tutti posseggono. Non è scontato riuscire a fornire con continuità prestazioni fisiche a livello di Sinner e Alcaraz. Anche in Jannik e Carlos negli ultimi 2 anni hanno mostrato un tennis stratosferico solo per alcuni periodi dell’anno, accusando entrambi problemi fisici. Però
+) Lasciamo ai perdenti ed ai pallettari il parlare di talento, di genetica e di sfortuna e concentriamoci sulle variabili che possiamo controllare. Siamo sicuri che gli staff siano adeguati? Intendiamoci, la chimica che si deve creare tra giocatore e staff per produrre una prestazione di grande livello è qualcosa di unico, e spesso è indipendente dalla bontà dello staff in senso assoluto: ci possono essere degli ottimi staff che non riescono ad essere efficienti con un giocatore, per mille motivi. Non sarà questo il caso?
Se siamo passati in Italia dall’idea dei tennisti belli e viveur degli anni 70 e 80 ai super professionisti di oggi, è anche perchè abbiamo prestato maggiore attenzione a tutti i dettagli, dentro e fuori dal campo. Tra questi, c’è anche il chiedere conto ai vari staff delle condizioni degli atleti. Siamo sicuri che siano Staff adeguati? L’obiettivo di uno staff contemporaneo deve essere quello di portare l’atleta ai massimi livelli (e ci siamo) per il periodo più lungo possibile, (e non ci siamo). Il bello e il brutto del tennis è che gli atleti vengono lasciati troppo soli nella scelta dei propri collaboratori. Si tratta di un diritto sacrosanto, però noi, che tifiamo per il tennis, non possiamo che rammaricarci all’idea che due atleti italiani, potenzialmente tra i primi 5 al mondo, siano fermi ai box così spesso.

Questo è anche nella vita quotidiana di ciascuno di noi
+) Non sono solo i tennisti a dover mettere in atto una certa performance, ma è un dovere che riguarda ciascuno di noi. Anche noi siamo quotidianamente chiamati alla performance. La domanda che vi faccio è: abbiamo un team adeguato di supporto? Un nutrizionista, un personal trainer, un mental coach, che ci aiutino a mettere in campo le abilità necessarie?
+) Siete sicuri di frequentare le persone giuste per ottenere il meglio dalle vostre giornate? Sapete scegliervi una compagnia adeguata, che vi inviti a un ciclo virtuoso, o vi contentate del collega dissacrante e disfattista che critica tutti e non conclude mai niente?
La scelta è vostra!

Continuate sul nostro libro L’arte dell’Agenda

Riferimenti Mediatici

Fonte Immagini

Berrettini
Musetti

Videografia
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Per Approfondire

Il prossimo punto
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One response to “L’importanza della preparazione atletica e della programmazione”

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