Dopo avere presentato il metodo Balaguer, è normale che alla professoressa venga chiesto un parere sul rendimento altalenante del suo più famoso, Carlos Alcaraz, che fino ad ora ha alternato estati esaltanti ad autunni disastrosi. Alla domanda la professoressa risponde mettendo in luce un aspetto che forse potrebbe spiegare anche l’odierno momento di Jannik Sinner. In questo post analizzeremo il suo contributo.

Commentare le prestazioni di Carlos Alcaraz può essere un’impresa ardua: nell’ultimo anno ha alternato 2 estati da campione indiscusso a un lungo inverno in cui sembrava smarrito, anche mentalmente. Certamente è un giocatore che si trova più a suo agio su terra e su erba di quanto non sia su cemento e indoor. Riscontrare quindi oggi, che siamo nel pieno della stagione di terra e di erba, il rendimento di Alcaraz può essere fuorviante, in quanto il vero banco di prova sarà l’autunno.

Tuttavia, alcuni segnali di miglioramento nell’approccio mentale si sono visti, soprattutto per come sia riuscito ad uscire da una situazione a Parigi che sembrava disperata. Voglio quindi rendere merito alla psicologa e docente Isabel Balaguer, che si occupa dell’allenamento mentale di Alcaraz, e che avevo in precedenza criticato, dubitando del fatto che un simile allenamento fosse efficace, visto il rendimento altalenante di Carlos. Oggi però la situazione sembra stabilmente migliore, ed è importante chiedere alla professoressa la sua opinione su questo andamento del suo famoso allievo. Alla Balaguer è stato chiesto
Professoressa, non è dunque un caso che il momento negativo di Carlos sia conciso con un match in cui dalla rabbia ha rotto la racchetta, implicitamente sconfessando uno dei dettami del suo metodo?
Balaguer: Quando un giocatore come Carlos in un buon momento di forma arriva a vincere degli Slam e a ottenere risultati incredibili… deve anche affrontare un momento di ripresa dopo una pausa o un riposo, in cui improvvisamente non gli riesce più nulla, non funziona più nulla di quello che solitamente pareva funzionare. Il giocatore non riconosce più se stesso. E’ un momento di grande frustrazione che è all’origine dell’aggressività. Se un giocatore rompe una racchetta una volta, per un punto sfortunato, non è un problema, una rondine non fa primavera, ma se la vicenda si ripete allora il problema esiste, e va affrontato. Un campione deve essere preparato anche ad affrontare questa frustrazione, ed a superarla.

Psicologicamente l’aggressività prodotta dalla frustrazione può subire un triplice destino:
1a) Può essere esternalizzata e fornire al giocatore energia per la lotta, vigore, forza e intensità.
1b) Può essere esternalizzata senza costrutto, portando a deconcentrazione
2) Può essere calmata, ad esempio col metodo Balaguer
3) O può essere interiorizzata: il giocatore se la prende con se stesso, il discorso interno peggiora, l’autostima cala insieme alla self confidence, e la prestazione crolla.

Secondo Balaguer ciò che distingue un fuoriclasse da un campione è proprio la capacità di gestione della frustrazione: il fuoriclasse è colui che per talento o per una buona serie di circostanze favorevoli, arriva in alto, ma poi non sa restarci, perchè non impara affrontare la frustrazione; il campione è colui che sa come affrontare anche quest’ultimo ostacolo, non si fa abbattere da contingenze sfavorevoli ed impara a restare in alto.

E Sinner? Anche Sinner pare arrivato a questo ultimo grande test: si è comportato da fuoriclasse, poi, per mille motivi, qualcosa è andato storto, e sta dando segni di frustrazione: il pianto, la sconfitta ad Halle, l’allontanamento di parte del team…

Wimbledon sarà per Jannik un test probante, così come, poco dopo, lo US Open lo sarà per Carlos: riusciranno i due fuoriclasse a dare segni di avere imparato a superare la frustrazione ed a reclamare quindi il diritto di entrare nel limbo dei campioni?

La storia sarà maestra: nel frattempo, buon Wimbledon a tutti!

Riferimenti Mediatici

Videografia
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served
L’intervista a Isabel Balaguer

Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Per Approfondire

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