Dedichiamo questo post al Mental Economy Training di Riccardo Ceccarelli, l’allenamento mentale scelto, e impersonato così bene, da Jannik Sinner, che ciascuno di noi può utilizzare nel proprio quotidiano. Recentemente il Dr. Ceccarelli ha pubblicato un libro in cui spiega il suo metodo e ci insegna a capire e ad usare una bussola a 5 punti cardinali, che andrò brevemente a spiegare in questo post.

Il concetto centrale su cui si sofferma Ceccarelli è la Neural Efficiency, ossia che ad ogni compito sia assegnato un impegno neurale che ammonti nè più, nè meno a quello che il compito richieda. In un fortunato esempio l’Autore ci invita a pensare al caffè: se mediamente un caffè al bar costa 1,30 eur, l’obiettivo della neural efficiency è pagarlo 1,30, nè più, nè meno di quanto costi. E cosa c’è di strano? Tutto.
Pensate a un tennista che debba servire. Cosa c’è di strano? Nulla! Prende la pallina e serve. E’ un movimento che ha fatto migliaia di volte in allenamento, sa farlo bene ed è pure bravino. In allenamento il caffè del tennista (in questo caso il servizio) costa quello che deve, 1.30 eur. Mettete però questo stesso tennista a giocare sul centrale di Wimbledon contro Alcaraz, magari in caso di match point. Quel povero ragazzo inizierà a tremare, avrà nella testa migliaia di dubbi, sentirà le gambe pesanti, il sudore gli gelerà la schiena e avrà la mente piena di pensieri spazzatura, non sono buono, rideranno di me, adesso sbaglio, ho perso la mia occasione… Il gesto (il caffè, il servizio) è sempre lo stesso, ma quanto costerà in quel caso? Più o meno 60 eur! Ogni singolo gesto, se caricato di emozioni negative, ci costa ben di più di quanto dovrebbe. L’insegnamento di Ceccarelli mira dunque ad insegnare al soggetto ad eliminare questi costi aggiuntivi e a spendere solo l’energia neurale necessaria per il gesto. Come si fa? L’autore ci mostra un percorso in 5 fasi:
La prima fase, ovviamente, è la gestione delle emozioni: si possono insegnare tecniche di rilassamento, visualizzazioni e pensieri positivi che contrastino quelli negativi. Non a caso, sono gli stessi concetti che abbiamo già trattato parlando del metodo Balaguer, essendo comuni le basi scientifiche è ovvio che anche metodi differenti si somiglino.
E’ un concetto che ritroviamo anche nella nostra vita quotidiana: pensate a quanto una nostra esposizione sia penalizzata dall’ansia in contesti come un esame universitario o una riunione importante. Queste tecniche ci aiutano a eliminare tutto il peso emotivo superfluo e ad essere più concentrati e più assertivi nelle situazioni che contano.
Però per Ceccarelli non basta: Occorre engagement, ossia motivazione, volontà, applicazione. Abbiamo visto che Nadal chiama questo aspetto passione: non basta sapere cosa fare, ma bisogna anche avere la pazienza di farlo con costanza, anche nei giorni no, anche se i miglioramenti sono minimi.
In seguito, memore della lezione che abbiamo già esposto sul cofidence/competence loop l’Autore fa presente che un miglioramento sul piano emotivo non è possibile senza un contemporaneo investimento sul piano della tecnica, del gioco, degli strumenti della prestazione. Un caffè lo pagò di più anche se corro male, se denuncio dei limiti tecnici o tattici o se sto male in campo. Bisogna dunque avere una capacità analitica tale da selezionare di volta in volta quali siano i dati che rivelino un deficit e quindi aprano a un potenziale miglioramento.
Dobbiamo concorrere a costruire una nostra autoconsapevolezza, che ci renda consci delle carenze della nostra performance e dei dettagli che possiamo migliorare. Occorre rivedere con pazienza e spirito critico le nostre passate performance, per evidenziare le zone grigie ed impostare degli allenamenti mirati.
Anche uno studente prima di un esame deve avere la lucidità di valutare la propria preparazione e di sapere dove è necessario migliorare. La stessa cosa per i lavoratori: bisogna avere la lucidità di capire quali siano i margini di miglioramento nel flusso di lavoro.
Tutto questo però non sarebbe possibile se noi non avessimo il coraggio e la flessibilità di provare nuove esperienze, di cercare persone o strumenti in grado di aiutarci concretamente nella nostra ricerca di miglioramento. Dobbiamo disporci a delle prove e dobbiamo avere la pazienza e la capacità analitica di capire cosa sia migliorato e cosa no. Dobbiamo infine prepararci ad essere duttili e aperti per poter reagire al meglio alle sollecitazioni uniche che ogni situazione, ogni partita ci propone. Se non sono così flessibile da adattarmi a ogni imprevisto, come il vento, l’umidità, le pause, le provocazioni dell’avversario, un suo legittimo cambio di tattica, difficilmente sarò efficiente ed avrò perso.
Anche per uno studente o un lavoratore non basta sapere cosa migliorare, ma bisogna avere anche la pazienza, il coraggio, la curiosità di fare esperimenti e valutare opportunità. Allo stesso modo, anche studenti e lavoratori devono conservare la prontezza e la flessibilità mentale che permetta loro di reagire opportunamente agli imprevisti della vita di tutti i giorni.
E voi che ne pensate? Ditemelo nei commenti!

Continuate sul nostro libro L’arte dell’Agenda

Riferimenti Mediatici

Fonte immagini
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione

Emerografia Digitale
UbiTennis

Videografia
RedScoreboard su Youtube
Gonzo Tennis
UbiTennis
Served
Tennis Insider Club

Monografie sul tennis
Agassi, A (2015) Open
Ceccarelli, R (2024) Nella mente di un campione
Imarisio, M. e Piccardi, G. (2024) Piovuto dal cielo


Bibliografia Generale

Claudia Elisabetta Muccinelli – L’arte dell’Agenda
Allen, D. (2001) – Detto Fatto
Grant, A. (2023) – Il potenziale nascosto
Drucker, P (1967) The Effective Executive
Segura, H. (2016) The Inefficiency Assassin
Mel Robbins – La regola dei 5 secondi
Maloney David – (2020) Procrastination Decoded
Steve Magness – Do the Hard Thing
Brian Tracy – Ingoia il rospo
Robbins, M (2023) The Let Them Theory
Le Cunff, AL (2025) Tiny Experiments
Agassi, A (2015) Open

Dai una occhiata a tutti i libri citati nel blog

Per Approfondire

Balaguer: Nadal, un fuoriclasse della forza mentale
Jan e il rischio Acab: allontanati Panichi e Badio
Passione, mentalità, lavoro, vittorie: Rafa!
Ingaggia Nole come tuo mental coach personale
Cercasi un serio mental coach per Zverev
Perchè Sinner sta perdendo: the Competence / Confidence Loop
Alcaraz: Resistere alle critiche distruttive

One response to “Il Mental Economy Training di R. Ceccarelli”

  1. […] questo punto Fritz ha parzialmente ragione. E’ quello che Nadal chiama passione, o Ceccarelli chiama engagement. Il tennis è sacrificio: o ti piace allenarti, sudare, sfidare i tuoi limiti con una racchetta in […]

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